Da Mattinata (FG) i Maccheroni di Zia Filomena

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Vedi Zia Filomena che il tuo mattarello di bronzo lo uso?! Credevi che sarebbe rimasto per sempre in quel cassetto della tua cucina avvolto con cura nella pellicola! Ormai non lo usavi più e invece eccolo qui, ha ripreso vita come ai bei tempi, cara Zia! Chissà quanta gente ha mangiato i maccheroni fatti da te nel tuo ristorante. Beh, devo dire Zia che l’ho ben onorato e la ricetta per questi maccheroni me l’ha data la mia Chef Necci Bertini, oh, Zia…una Chef puoi esserne fiera! Non sapete che soddisfazione utilizzare questo attrezzo, la pasta si taglia che è una bellezza e poi si divide con facilità estrema grazie alla giusta miscela degli ingredienti….senza rompersi! La Zia ne sa qualcosa, lei che chissà quante volte lo avrà usato nella quotidianeità per la sua numerosa famiglia, senza rendersi conto di quale gesti nobili era l’artefice. Un tempo era così, tutto si faceva a casa, la genuinità era scontata, ora è l’eccezione! Ma siccome noi siamo quelli “eccezionali” e ci piace riscoprire gesti ormai lontani eccoci qui a cimentarci in questo tipo di pasta cosiddetta “acqua e farina” che devo dire a mio parere gradisco molto di più di quella all’uovo. Mi piace la sua consistenza vellutata ma sostenuta e quel sapore neutro che ben si accoppia con svariati condimenti. Non sò la Zia come li facesse, mi informerò, anche perchè la sua terra è straripante di ingredienti e di sapori veri, forti e decisi ma la semplicità regna sempre, perchè ciò che conta è la qualità e quando un prodotto è superbo non ha bisogno di grandi lavorazioni. Comunque cara Zia volevo che tu sapessi che mentre ero intenta a tagliare con cura e, confesso, con poca dimestichezza, questa pasta ti ho pensato tanto e devo dire che ti ho pensato di più quando l’ho mangiata:-)!!! Era veramente notevole grazie a due grandi donne: la Zia Filomena e la mia Chef Necci Bertini.
 
Maccheroni trafilati al bronzo (per 4 persone)
 
200 gr. Farina tipo 0
100 gr. Farina di grano duro
1 bicchiere circa di acqua tiepida
1-2 Albumi 
un pizzico di sale
 
Mescolare le farine e fare la solita fontana sulla tavola. Aggiungere al centro l’albume, uno se è un uovo grosso, due se piccoli, l’acqua e il sale. Impastare e formare la solita palla da avvolgere in carta pellicola e tenere in frigo per circa mezzora. Trascorso il riposo, riprendere la pasta dal frigo e un pezzo alla volta stenderla con il mattarello ma non sottile, diciamo circa 2 mm, infarinandola spesso. Tagliare con il mattarello per i maccheroni anche di legno (li vendono anche sui banchetti). Sistemarli su un canovaccio infarinato. Far bollire l’acqua e aggiungervi un pò di olio per non far attaccare la pasta e cuocerli per pochi minuti. Scolarli e versarli nella padella con il condimento a piacere facendoli saltare e mantecare bene. Servire ben calda!
 
La particolarità sta nell’aggiunta dell’albume nell’impasto acqua e farina che rende la pasta particolamente elastica e poco incline alla rottura. Anche la miscela delle due farine è fondamentale per rendere la pasta leggermente ruvida. Naturalmente questa è la base e si può realizzare in qualsiasi formato si voglia ma come potevo non usare il mattarello di Zia Filomena!:-)
 
 
 

 

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