Pan carrè…altri pani e la soddisfazione!

pane
Che soddisfazione! Essì devo dire che fare il pan carrè mi fa piacere! Vengono stì bei parallelepipedi così perfetti e buono buono da morire. Un pane vero, no come quello acquistato che quando apri la busta ti invade quella zaffata di alcool veramente sgradevole! Il mio pan carrè è un pane bianco palliduccio è vero ma se fosse più scuro non sarebbe più lui, pensate viene talmente bene che non ha neanche la crosta da eliminare! Questo e altri impasti ho proposto alle mie allieve al corso di cucina che ho tenuto a Villa le Palme a Roma zona Infernetto. Ci siamo proprio divertite, sono riuscita a fare poche foto perchè sono troppo impegnata con loro, ma ci vorrebbe un video altro che foto! Non potete capire le battute, le “imperfezioni” nell’eseguire, le risate e le espressioni di orgoglio per aver realizzato qualcosa! Sono troppo carine le mie signore! Sono stanca morta, ma è una bella soddisfazione: sabato e domenica (24 e 25 novembre) si è tenuto il Corso su: Pan Carrè (Per toast, panini o tartine), Pane della mezz’ora (un metodo veloce per fare un buon pane in poco tempo), Piadine (classica e con farina Enkir), Tigelle (una ricetta Modenese e una ricetta Bolognese). Una cosa ve la devo dire perchè per me è un punto d’orgoglio non indifferente: alla lezione di sabato è venuta una signora con suo marito da Ischia! Si avete capito bene Ischia! Voi direte: “maddai, passava di lì ed è venuta da te!” 🙁 No, no, no, mi spiace contraddirvi ma LEI è venuta per me! L’ho detto a tutti anche al proprietario del negozio dove mi rifornisco di solito….Per ME! Una persona veramente carina, gentile con un marito che è una forza! Pensate lei di Ischia e lui di Bologna….lui è venuto da me romana, che facevo piadine e tigelle…..mi son sentita piccolissima (eddire che ce ne vuole, vista la mia ehmmm fisicità!). Eppure ha detto, Lui giudice supremo, che erano BUONEEEEE!!! Grazie Lucia e Piergiorgio. Mi hanno detto di esser stati benissimo e torneranno!!!! Lucia pochi giorni prima era stata a Tuscania da Boscolo….eppoi….da ME!!! Voi non mi vedete ma io sto ancora saltando sul divano!!!  Altro motivo di orgoglio, (oggi peso 2 kili in più dalla gioia…non ci voleva però è così), è che domenica sono venute Silvia del blog Acqua e Farina Sississima e Laura del blog Semplicementecucinando! Beh, ora torno nei miei panni e proseguo: oltre a Lucia, Silvia e Lalla ospiti d’onore di sabato e domenica, c’erano anche le mie altre allieve che hanno dato vita a due lezioni fantastiche: dopo la miliardesima tigella cotta sono iniziate le divagazioni sul tema su come riempirla e prese dalla foga e dalla bontà dei piccoli scrigni di pasta è uscito di tutto, ogni alimento era associabile alla neutralità delle nostre tigelle! Beh, bello però! Avevo fatto trovare alle mie ragazze: zucchine fritte con mollica, aceto e menta; melanzane affumicate; hummus di zucca; crema di pancetta con rosmarino e aglio; carne per kebab composta da tacchino, pollo, peperoni, pomodori, cipolla cumino e coriandolo; salamino e dulcis in fundo….ciambelline fritte! Insomma ne avevamo di ripieni per assaggiare le tigelle, le piadine e l’Enkir! Il marito di Lucia ci ha sottolineato (grazie!) che le tigelle sono SOLO di Modena! Io le ho proposte in due versioni perchè così le hanno presentate le sorelle Simili al corso a  cui ho partecipato anni luce fa! Sorry, Piergiorgio, dai erano buone tutte e due! Beh detto questo vi metto qualche foto che però sono di domenica, quelle di sabato me le manderanno.
E questi i risultati di alcune persone che non avevano mai fatto il pane in vita loro!
 
Il pane è una di quelle attività in cucina che secondo me dà più soddisfazioni, è una sensazione atavica qualcosa che abbiamo nel nostro DNA!
Insomma vi lascio la ricetta del pan carrè che come unico vincolo si deve necessariamente cuocere in questo stampo che sembra più una trappola, ma è favoloso. L’ho acquistato, per chi fosse di Roma, da Peroni e non è neanche economico, però ne vale la pena!
Pan carrè (ricetta Sorelle Simili)
 
 
750 gr. di farina 0
30 gr. lievito di birra
30 gr. burro
15 gr. sale
380 gr. di acqua (circa)
1 cucchiaino di zucchero
1 cucchiaino di malto
 
Uno stampo a cassetta con coperchio di cm.
35×10
 
In una ciotola
versare quasi tutta l’acqua e sciogliere il lievito, unire un pugno o due di
farina e poi unite lo zucchero, il sale, il malto, il burro e battete, poi unite
il resto della farina e dell’acqua fino ad avere un impasto morbido ma non
appiccicoso. Rovesciate sul tavolo, lavorate battendo qualche minuto poi fate
un lungo filone, piegatelo a metà e avvicinate le due parti e attorcigliatele
fra loro formando una treccia semplice, un torciglione che metterete nello
stampo leggermente imburrato, schiacciate la pasta per pareggiarla ed inserite
il coperchio, ma non lo chiudete completamente, lasciatelo aperto 1 cm e fate
lievitare circa 1 ora. Chiudete completamente il coperchio e cuocete a
220°C-200°C per 50 minuti circa. Quando esce dal forno, togliete il pan carrè
dallo stampo e sistematelo su una rete a freddare.
 
Questo è tutto! I prossimi corsi saranno il 2, il 9 e 16 dicembre e naturalmente…Natale a tutto spiano! Iniziamo il 2 con i dolci di Natale, il 9 con i primi di Natale e il 16 con i secondi di Natale! A presto per altri reportage! Per chi volesse trascorre 2 o 3 giorni  a Roma può alloggiare a Villa le Palme e con l’occasione incontrare me e le altre blogger oltre a cucinare e mangiucchiare cose buone e sfiziose in una cornice da favola.

21 Comments

  1. il motivo dell'alcool è la conservazione questi pani sono molto morbidi e quindi soggetti a muffe e l'acool lo evita facendolo rimane morbidissimo, si tratta di etanolo!

  2. Cara ho visto anche le foto di Silvia mi piacerebbe tantissimo partecipare ai tuoi corsi, ma sono troppo lontana. Mi consolo con la ricetta del meraviglioso pan carre'.Baci

  3. ci vizi troppo però, ho paura di ingrassarmi di nuovo!! Stupendo anche il corso sul pane e non vedo l'ora domenica 2 dicembre di venire a quello sui dolci natalizi!! Un abbracci SILVIA

  4. Ciao Sabrina, che meraviglia! Mi ha colpito questa cosa del fare il pane che abbiamo nel dna, è vero, ci sono cose che abbiamo nel dna senza neanche esserne consapevoli. Complimenti per il successo del tuo corso, immagino la gioia, il divertimento, e la bontà.

    Un caro saluto 🙂

    Viviana

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