Pici alla zucca con funghi pioppini e salsiccia per TIPI DA PICI e l’AIFB

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Non sono mai stata a Siena…essì che mi piacerebbe molto andare! Questa potrebbe essere l’occasione: dico potrebbe perchè solo 3 foodblogger avranno questo privilegio. 
L’AIFB sarà partner della regione Toscana e Comune di Siena con la CCIAA di Siena nell’evento “TOSCANA TERRA DEL BUON VIVERE” che si svolgerà dal 27 al 29 Marzo a Siena. 
Cosa ci propone la Toscana? Ma un Contest ovviamente!| L’argomento sarà TIPI DA PICI rivolto proprio a noi foodblogger di tutta Italia e a quanti cuochi amatoriali vorranno cimentarsi del territorio senese.

La prima apparizione “documentata” dei Pici si trova a Tarquinia nella celeberrima Tomba dei leopardi. Si tratta di una testimonianza muraria, ovvero di un affresco che ritrae una scena di banchetto: un servo porta in tavola una patera, una scodella di pasta a fili irregolari, che si pensa possano essere gli antenati dei Pici.
Quanto al termine “Pici”, alcuni sostengono derivi dalla località San Felice in Picis, una cittadina della zona di Castelnuovo, della diocesi di Arezzo (una delle quattro diocesi in cui è diviso il Chianti), ma altri ritengono che il loro nome derivi dalla riserva di abete bianco di Piancastagnaio in provincia di Siena. Questo tipo di abete, dalla forma lunga, stretta e bianca (come quella appunto dei Pici), è chiamato Pigelleto, termine che secondo molti studiosi presenterebbe una notevole assonanza con “Pici”. Nome a parte, la storia di questa pasta si lega soprattutto alla tradizione contadina che prevedeva, nel prepararli, una lunga e lenta lavorazione. Per questo motivo, in passato, era un lavoro che veniva affidato alle bambine o gli anziani.
Per quanto riguarda l’origine territoriale dei Pici, tutti concordano che questo tipo di pasta sia legata alla tradizione culinaria della Val D’Orcia, più precisamente a quella di Celle Sul Rigo, una cittadina confinante con la provincia di Viterbo. Da qui i Pici si sarebbero diffusi fino a raggiungere la Valdichiana e Montepulciano, per poi penetrare un po’ ovunque con nomi diversi da quello originale (Strangozzi nell’Umbria, Strangoli in Calabria, Strozzapreti in Emilia Romagna e Bigoli nel Veneto).
Per la produzione dei Pici senesi, la tradizione vuole che si crei a mano un impasto con farina di grano tenero tipo 0, acqua, sale e olio extra vergine; si spiani la pasta, da cui si ricavano strisce cilindriche irregolari da tirare a mano su una spianatoia di legno e si spolveri con farina di mais o semola di grano duro, per fare in modo che i Pici non si appiccichino tra di loro. Prima della cottura (5 minuti in acqua salata bollente), si stendono su un panno di stoffa per essere di nuovo infarinati. Per ottenere un prodotto più al dente si poteva aggiungere un uovo per ogni chilo di farina.
Oggi, la ricetta moderna prevede l’uso di uova nell’impasto, ma un tempo i Pici, essendo un piatto povero tipico della tradizione contadina, venivano realizzati soltanto con acqua e farina.
(documentazione presa da qui
Goloso argomento, mi son detta! Adoro i pici, è un tipo di pasta che non mi stanca mai. Così ho deciso di partecipare e di provare una delle mie polveri magiche che da quando possiedo l’essiccatore mi diletto a sperimentare.
Fra la polvere di rapa rossa, di porro, di cavolo nero e di zucca non ho avuto dubbi e ho voluto provare a colorare e insaporire questi Pici deliziosi!
Volete sapere come è venuto? Mi spiace che non si possano sentire gli odori come i sapori del resto, ma la mia polvere di zucca ha mantenuto intatto e anzi accentuato il suo profumo, ha mantenuto il meraviglioso caldo colore arancione e anche il sapore. Miracolo dell’essiccatore!
Ed eccoli belli, come se avessero le migliori uova e invece il loro stupendo colore è stato dato solo dalla zucca.
I pici ottenuti da pochi e semplici ingredienti sono un tesoro della gastronomia Toscana. Fanno bene a mantenere tale tradizione ed esserne orgogliosi, al punto tale da scrivere tra le regole del Contest che gli ingredienti devono essere esclusivamente Toscani…cosa che vedo piuttosto complicata visto che il Contest è esteso a tutti i foodblogger italiani!
Non ho potuto, in ogni caso, rinunciare e li ho fatti lo stesso utilizzando ingredienti che si avvicinano molto alla regione Toscana come i funghi pioppini e la salsiccia.
Per i pici alla zucca
200 g di farina 0
100 g di farina di semola rimacinata
2 cucchiai di olio extravergine di oliva
polvere di zucca essiccata
un pizzico di sale 
acqua q.b.
Per il condimento
400 g di funghi pioppini
1 salsiccia di prosciutto
aglio
peperoncino
olio extravergine
Disporre la farina a fontana sulla tavola, aggiungere al centro l’olio, il sale, la polvere di zucca e l’acqua. Impastare fino ad ottenere un impasto morbido ma sostenuto.
Lasciare riposare la pasta coperta da pellicola una mezzora.
Poi prendere pezzetti di impasto e con entrambe le mani arrotolarli sulla tavola partendo dal centro e sfregando spostando le mani verso l’esterno. In questo modo la pasta si allunga e si assottiglia. Insistere fino ad ottenere una misura più o meno come un bucatino. Cercate di farli sottili perchè questo tipo di pasta in cottura tendo ad inspessire.
Lasciarla asciugare facendo in modo che prenda aria.
Intanto preparare il condimento:
Spellare la salsiccia e sulla padella con poco olio extravergine schiacciarla mentre cuoce con una forchetta creando delle briciole.
Poi in altra padella cuocere i funghi con abbondante olio extravergine, aglio e peperoncino. Ho trovato dei bellissimi pioppini freschi che dopo aver mondato e sciacquato ho tagliato i gambi più lunghi a rondelle.
Quando la pasta sarà cotta scolare e mantecare nella padella dei funghi. Lasciare la pasta con il condimento un paio di minuti sul gas aggiungendo se occorre acqua della pasta.
Impiattare e cospargere di briciole di salsiccia e rametti di barbe di finocchio.
Con questa ricetta partecipo a TIPI DA PICI in collaborazione con l’AIFB e la Regione Toscana

6 Comments

  1. Polvere di zucca essiccata?????? ma che cosa a me sconosciuta… Immagino che bontà questi pici fatti in casa.. e pure il condimento.. pioppini che tanto mi piaciono e salsiccia.. Vengo a cena da te.. sto arrivandooooooooooooooooo.. smack

  2. Complimenti !!! sembri quasi toscana, confermo tutto quello che hai scritto, venendo ovviamente per parte di mamma da quelle zone, e tu sai che adoro i pici, bel piatto, spero che tu riesca ad andare a Siena, vale la pena, è un gioiello…

  3. Ohhh anche io da quando ho l' essicatore mi piace provarle tutte ed adesso mi mancava la zucca.
    io ci sono stata a Siena ( meraviglia) , ho mangiato i pici ma non li ho mai fatti.
    ti ringrazio per la ricetta.
    Un abbraccio affettuosissimo

  4. Wow Sabrina! Che bella ricetta e che bello avere l'essiccatore in casa! Immagino il profumo. E poi in questo piatto ci sono tutti i sapori che mi piacciono. Un abbraccio enorme

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