Tamagoyaki e benvenuti a Kyoto per l’Abecedario Culinario Mondiale

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Benvenuti in Giappone
日本へようこそ

 

Sono molto emozionata!  Questo mese tocca a me ospitarvi in una terra piena di fascino e mistero: ho scelto il Giappone perchè mi incuriosisce da sempre.
Mai stata, ahimè, ma sempre studiata, vista in tv, letta sui libri, sui siti…insomma vi confido un sogno, o meglio un desiderio nascosto: mi piacerebbe poter vivere li per un periodo ma sono sicura che me ne innamorerei e non tornerei più indietro!
Allora care amiche/i seguitemi, vi porterò tra le risaie, le casette di legno, gli aironi in mezzo alla città, i kimono e le lanterne di carta di riso….ma prima un po di storia…anzi..mi fermo qui perchè voi non avete idea di quanto sia complicata la storia giapponese! Mi sono inoltrata nelle sue epoche ed ere diverse dal nostro concetto occidentale e ho scoperto che dal Paleolitico ad oggi i periodi storici del Giappone sono carichi di nozioni…non me ne vogliate ma con tutto il rispetto per l’antico e solenne popolo, sarebbero fuorvianti…interessanti ma non consoni al nostro spirito culinario!
Vi dico solo che Heisei (平成, “pace ovunque”) è l’era corrente in Giappone. Il periodo Heisei è cominciato l’8 gennaio 1989 con l’ascesa al trono dell’Imperatore Akihito dopo la morte del padre Hirohito,
Akihito, come ogni imperatore del Giappone, non viene mai chiamato per nome, ma sempre come Sua Maestà Imperiale (Tennō Heika). La sua era porta il nome di Heisei (平成) e come di consueto, dopo la sua morte, ci si riferirà all’imperatore Akihito come imperatore Heisei.
Le principali città del Giappone sono:
Tokio, Kyoto, Osaka, Hiroshima, Nikko, YokohamaIo vi ospiterò a Kyoto

Che nel passato fu la capitale del paese per più di un millennio (precisamente dal 794 al 1868) e oggi è il capoluogo dell’omonima Prefettura. La città, nota anche come “la città dei mille templi“, essendo stata quasi interamente risparmiata dalla seconda guerra mondiale, è considerata il più grande reliquiario della cultura giapponese, e per questo inserita nei siti protetti dall’UNESCO. È una sede universitaria di importanza nazionale e centro culturale di livello mondiale.

 

Si può giungere comodamente sia da Tokyo sia da Osaka in aereo, treno o autobus.
Una volta lì, girare per la città e i suoi dintorni è molto facile.
Molte sono infatti le linee ferroviarie, di autobus e della metropolitana oltre, naturalmente, agli autobus turistici e ai taxi che collegano praticamente tutti i più importanti siti d’interesse turistico. Kyoto si presenta bassa e compatta e molti dei suoi luoghi turistici sono a breve distanza l’uno dall’altro. È quindi anche una città facile da girare a piedi o in bicicletta.
Per cui su! Gambe in spalla e andiamo a conoscere la cultura culinaria nipponica!
La cucina giapponese, famosa e conosciuta in tutto il mondo per le sue antiche tradizioni, è considerata una delle più sane, complete ed equilibrate. Gran parte delle ricette giapponesi vengono preparate utilizzando due ingredienti fondamentali: il riso e il pesce, prevalentemente crudo, freschissimo (abbattuto a bassa temperatura) e di prima scelta.
Non a caso, nella tradizione culinaria nipponica troviamo tre elementi costanti:
la salute, la freschezza e la raffinatezza
Quest’ultimo aspetto non è affatto secondario, perché se analizziamo da vicino la composizione dei piatti, l’accostamento dei colori e l’unione degli ingredienti, ci accorgiamo facilmente di come ogni pietanza sia costruita secondo un ordine estetico, al fine di raggiungere non solo un risultato apprezzabile al gusto, ma anche alla vista.
Oltre all’uso del riso bianco e del pesce, dove spiccano soprattutto tonno e salmone, la cucina giapponese predilige anche l’utilizzo di alghe, verdure e salse dal sapore deciso e persistente, come quella di soia, o il wasabi, ottenuto dal ravanello giapponese.
Ma prima di andare avanti volevo farvi un piccolo glossario di prodotti e di piatti. Non è in ordine alfabetico, semplicemente perchè nelle descrizioni si citano altri prodotti che per continuità viene riportato subito sotto il significato.
(perdonate le imprecisioni e se devo correggere qualcosa fatemelo sapere)
Alghe: Nori, wakame, kombu, hijiki, agar agar o kanten
Wasabi: una pasta, di colore verde e dal sapore particolarmente piccante, usata nella cucina giapponese e conosciuta con lo stesso nome della pianta: wasabia japonica, un ravanello giapponese
Mirin: è una sorta di sakè ottenuto da riso glutinoso cotto a vapore e liquore di riso (alcool al 14%) è un elemento culinario indispensabile per la cucina giapponese: è infatti l’elemento fondamentale per la marinatura e la cottura del teriyaki, per la preparazione dei brodi di base e per la salsa condimento dell’anguilla arrosto.
Sakè: Il sake è una bevanda alcolica tipicamente giapponese ottenuta dall’unione di alcol etilico con il liquido derivato dalla fermentazione del riso. Per questo motivo viene anche chiamato “vino di riso”. Non è classificabile tra i distillati né tantomeno tra i fermentati oppure ancora tra i liquori, e costituisce una categoria a parte.
Teriyaki: Teri=lucido, splendente yaki=cotto al grill. è un condimento a base di soia, mirin, zucchero e altri ingredienti. Accompagna pietanze a base di anguilla e molti piatti giapponesi di carne e verdura. Può essere acquistata nei negozi specializzati o preparata facilmente a casa (si trova sul web).

Su: aceto di riso fondamentale per preparare il riso bianco glutinoso per sushi e sashimi
Garizenzero dolce sott’aceto. Si tratta di foglie di zenzero messo a macerare nell’aceto di riso. Dolce e piccante allo stesso tempo accompagna insieme alla salsa wasabi i rotolini di sushi e il sashimi.

Sushi: letteralmente significa riso con aceto,  sono i famosissimi rotolini di riso. Questa elegante e raffinata preparazione è sorprendentemente versatile e varia. Si può preparare con qualsiasi cosa pesce, carne, verdura, formaggio e uova. Tipi di sushi:

Sashimi: è un piatto della cucina giapponese che consiste in pesce o molluschi freschissimi, ma anche carne, tagliati a fettine sottilissime. Sono di solito mangiati crudi e serviti solo con salsa di soia o wasabi.
Gli ingredienti più popolari per il sashimi sono:
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Sake: Salmone
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いか Ika: Calamaro
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えび Ebi: Gamberetto
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まぐろ Maguro: Tonno
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さば Saba: Sgombro
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たこ Tako: Polpo

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とろ Toro: Tonno grasso
Onigiri:  conosciuto come omusubi  è uno spuntino tipicamente giapponese, composto da una polpetta di riso bianco, con un cuore di salmone, tonno o altro, con l’aggiunta di vari condimenti possibili, come l’umeboshi, il sesamo, ecc. Di solito l’onigiri ha una forma triangolare, con una striscia di alga nori su un lato per poter essere afferrato comodamente: si tratta, infatti, di un cibo destinato spesso al consumo per strada. Si potrebbe considerare il simbolo della cucina giapponese ed esistono negozi specializzati chiamati onigiri-ya che vendono solo onigiri fatti a mano nelle diverse varianti.

Umeboshi: è un popolare condimento della cucina giapponese a base di prugne salate. Vengono utilizzate, abitualmente, le prugne giapponesi ovvero i frutti dell’albero Prunus mume arrivate a maturità. Il colore naturale è un bruno aranciato – dato dal contenuto in β-carotene – ; spesso tuttavia si preferisce colorare l’umeboshi per fargli assumere un più piacevole colore rosso. La colorazione viene effettuata mediante le foglie di shiso, una pianta aromatica, molto ricca in antociani. L’umeboshi ha un gusto accentuato acido e salato dato principalmente dalla macerazione delle prugne nel sale.

Dashi: è un brodo di pesce che si può fare sia naturalmente bollendo alghe e pesce sia utilizzando una polvere già pronta. E’ l’equivalente del nostro dado. Viene utilizzato in tantissimi piatti.
Shiitake: (Lentinula edodes) Il fungo più famoso che si usa nella cucina giapponese ha un sapore forte. Lo possiamo acquistare essiccato e si fa rinvenire come i nostri porcini secchi.
Tempura: una frittura di verdure o pesce realizzata con una pastella leggera a base di farina di riso e acqua gelata
Soba: (significa grano saraceno) Si intendono sottili tagliatelle (spaghettini) di grano saraceno, solitamente cotte e servite con varie guarnizioni e condimenti di verdure, pesce o carne.
Yakisoba: spaghetti saltati sulla piastra o semplicemente in padella quando si preparano a casa. Sono un perfetto svuotafrigo.
Tonkatsu Sauce:  salsa per Yakisoba. Facilmente riproducibile a casa composta da ketchup, worcestershire sauce, zucchero di canna, mirin, zenzero, aglio e sakè o brodo di pollo.
Ramen: è un tipico piatto giapponese (ma di origini cinesi) a base di tagliatelle di tipo cinese di frumento, servite in brodo di carne o di pesce insaporito con salsa di soia o miso
Miso: Il miso è un condimento derivato dai semi della soia gialla, di origine giapponese, cui spesso vengono aggiunti cereali come orzo o riso, segale, grano saraceno o miglio. Il miso di sola soia è detto Hacho Miso. È diffuso in tutto l’estremo Oriente, soprattutto in Corea e Giappone. Ricco di proteine, vitamine e minerali, i semi della soia vengono ammollati e quindi cotti. Successivamente vi si aggiunge l’orzo o il riso, cotti e inseminati di un tipo particolare di fungo, l‘Aspergillus oryzae. Questo è in grado di intaccare gli amidi dei cereali e di trasformarli in zuccheri più semplici.
Ha un gusto molto deciso e molto salato, e viene usato per condire ed insaporire zuppe, salse, marinate, paté e biscotti. Esso compare infatti in molte ricette della tradizione giapponese, tra cui la più comune è la zuppa di miso, consumata giornalmente da milioni di giapponesi.Viene inoltre utilizzato in molte altre zuppe, come il ramen o la zuppa di udon. Spesso queste zuppe nel loro nome riportano la parola miso come prefisso (miso-udon, per esempio). Alimento di sola origine vegetale, contiene tutte le proteine nobili in buona quantità, il che lo rende un alimento utile a integrare una dieta che si voglia rendere più completa. È inoltre ricco di enzimi, simili a quelli dello yogurt, e migliora la flora batterica simbionte, venendo in aiuto nei disturbi intestinali. Con i suoi 3200 milligrammi di sodio per 100 grammi, può essere sconsigliato agli ipertesi.
Udon: sono una varietà di noodles preparati con farina integrale di grano, tipici della cucina giapponese. Serviti solitamente come zuppa di noodle in brodo caldo, possono essere cucinati in diverse maniere, utilizzando diversi tipi di brodo ed accompagnandoli con diversi tipi di contorni aggiunti alla zuppa.
Noodles: I Noodles sono un tipo di pasta molto antico tipico della cucina asiatica, soprattutto cinese. Vengono ricavati da un impasto di farina di qualsiasi tipo, acqua e/o uova. Hanno forma allungata, simile ai nostri vermicelli, dallo spessore più o meno sottile in base alla cultura di provenienza. Esistono varie tipologie di noodles e tantissime preparazioni a base carne e verdure ma la maggior parte sono fatti con la farina, il riso, il grano saraceno o il fagiolo mungo tipico coreano. In altre zone si trovano anche di granoturco e alghe. Sintetizzando si possono dividere in tre grandi gruppi: i noodles giapponesi bianchi e salati, i noodles cantonesi di colore giallo ed i noodles istantanei. In commercio li si trova freschi o essiccati.
Gyoza: sono un tipo di fagottini (in Italia chiamati ravioli) molto popolare in Giappone. Ripieni di carne e/o verdura sono avvolti da una sottile pasta (composta di solito da farina di riso e acqua calda) sigillata con la pressione delle dita. Si consumano dopo immersione in salsa di soia. Hanno una pasta un poco più spessa dei wanton cinesi.
Takuan: uno degli ingredienti più usati nella cucina giapponese usato nella preparazione di molti piatti. Trattasi di un ravanello in salamoia che si chiama Daikon che significa “grande radice”. I suoi enzimi agevolano la digestione degli amidi contenuti nel riso e nella pasta.
Okonomiyaki: piatto ottimo. Yaki=ricorre spesso nella cucina giapponese e vuol dire più o meno “grigliato”, mentre il resto della parola sta per =”cucina ciò che vuoi”. In effetti in questo piatto ci può finire un pò di tutto, dai gamberi alla pancetta, dal pollo, al polpo, il manzo, il salmone e chi più ne ha più ne metta. Lo definiscono anche “la pizza giapponese” anche se non c’è traccia di impasti lievitati! Insomma si può condire con ciò che si vuole.
Korokkè: sono delle crocchette di patate, non è un piatto tradizionalissimo in Giappone, forse prese in prestito dalla cucina francese ma le trovate ovunque. Migliori delle nostre crocchette a causa di una speciale panatura che usano i giapponesi. Non si tratta di semplice pangrattato ma di panko! E questa semplice variante cambia tutto! Il ripieno è di carne e patate ed è morbidissimo metre la crosta, grazie al panko, è croccantissima e di una leggerezza impensabile!
Panko: una specie di pangragrattato ottenuto da scaglie di pane tipo tramezzino essiccato.
Ovviamente questo non è tutto ma vi dà un’infarinata sui prodotti più importanti e i piatti più caratteristici.
Le notizie riportate sono frutto di studio in rete su alcuni siti e su Wikipedia.
Nel mio peregrinare per siti e notizie relative alla cucina giapponese ho scoperto, grazie allo chef giapponese Yoji Tokujoshi che in Giappone non si mangia sushi tutti i giorni. La cucina giapponese è composta principalmente da verdura, pollo, pesce cotto, tofu e tanto altro ancora. Il sushi deve essere di ottima qualità, fatto con pesce freschissimo, che quasi ancora si muove. Poiché è molto caro, i giapponesi più fortunati mangiano sushi un paio di volte al mese, principalmente in occasioni importanti e soprattutto quando il pesce di stagione è abbondante e gustoso. Il sushi di salmone è uno dei meno pregiati, si trova a prezzi abbordabili nei convenient store ed è consumato poco. Al ristorante i gourmet prediligono sushi di pesce stagionale secondo il maestro di sushi, per esempio capesante, granchio, conchiglie di vario tipo!
Un pò come pensare che noi italiani mangiamo pizza tutti i giorni e suoniamo il mandolino!!!!

 

Altra notizia preziosissima che lo chef Tokujoshi regala è che il wasabi, da noi conosciuto come la piccantissima e lacrimogena salsa non è altro che polvere di senape e rafano colorato, che mischiata con acqua diventa la pasta a noi familiare. Il vero wasabi è una pregiata e costosa radice verde pallida che cresce nelle acque fredde dei fiumi vicino alle montagne ed è grattugiato al momento per accompagnare il prelibato sushi, poiché il prodotto perde sapore a contatto con l’ossigeno nel giro di 20 minuti. Il sapore non è molto piccante, è invece delicato e profumato e non fa venir voglia di starnutire in continuazione come il finto wasabi.

 

 
Vi propongo un piatto semplice, ma ricco di sapore
 
Tamagoyaki sushi
 

 

Cottura del riso:
 
Per 4 persone 
400 gr. di riso, 500 gr. di acqua, 3 cucchiai di zucchero, 5 cucchiai di aceto di riso o di mele e 2 cucchiaini di sale.
La prima volta il riso va sciacquato e non toccato con le mani. Poi si scola.
La seconda volta si sciacqua e si tocca per mandar via l’amido. Poi si scola e si ripete questa operazione più volte fin tanto che l’acqua risulterà limpida. Si mette ora in pentola con l’acqua e si fa andare a fuoco vivace con coperchio fin quando non bolle (per cui ogni tanto occhieggiate). Poi si abbassa la fiamma e si lascia per 15 m. senza mai aprire.
Nel frattempo si prepara uno sciroppo con l’aceto, il sale e lo zucchero si scalda sul gas fino a completo scioglimento dello zucchero. Finiti i 15 m. si fa andare 5 secondi a fuoco alto e poi si spegne e si lascia così per altri 15 m.
A questo punto si deve far raffreddare il riso per cui si trasferirà in una ciotola con il condimento e con un ventaglio si cercherà di farlo raffreddare così il riso rimarrà lucido.
Quando sarà tiepido sarà pronto per essere usato.
Riso per sushi:
Il riso usato è la qualità Japonica*. Il requisito essenziale è la coesione dei chicchi. Da noi si può ovviare con il riso “originario”, altrimenti nei negozi asiatici si trova il riso per sushi.
*Le varietà Japonica

 

Sono di casa nell’Asia orientale, negli stati arabi, nella zona mediterranea, in America del Sud, in California e in Australia. I gruppi varietali Japonica presentano chicchi corti, da ovali a tondeggianti. Durante la cottura assorbono molto liquido e si gonfiano, diventando leggermente appiccicosi, per cui sono particolarmente adatti per pietanze a base di riso quali minestre, sformati, riso al latte, risotti, dessert ecc. Per la loro collosità sono anche più facili da mangiare con i bastoncini tipici della tradizione orientale.
 
Omelette arrotolata
6 uova
1 cucchiaino di zucchero
2 cucchiaini di mirin*
1 cucchiaino di salsa di soia
1-2 cucchiaini di  olio di sesamo
*Mirin (è una specie di sakè dolce giapponese da cucina)
Sbattete delicatamente le uova con lo zucchero, il mirin, la salsa di soia e il sale facendo attenzione a non creare bolle di aria.
Fate scaldare la padella ungendola di olio si sesamo versate un colino di uova e creare un’omelette. Proseguite fino a l’esaurimento delle uova.
Tagliate l’alga nori in striscette larghe 1 cm e lunghe 7,5 cm.
Preparare i bocconcini di riso a mano cercando di dargli una forma rettangolare.
Adagiare sopra ad ogni boccone una fetta di omelette arrotolata.
Avvolgere con l’alga nori fissandone l’estremità sotto il riso.
Servire con salsa di soia, zenzero sottaceto e wasabi.
E ora….
Volete sapere come trascorrere un anno intero a Kyoto? Le ricorrenze più famose:
Higashiyama Hanatōro (la via delle lanterne floreali)

 

Quando a marzo inizia la stagione turistica di primavera, a Higashiyama – una delle più note località turistiche di Kyoto – si può assistere alla speciale festa di luci chiamata Higashiyama Hanatōro, ove centinaia di file di lanterne di bambù e ceramica (andon) sottolineano le stradine notturne e i boschi di bambù illuminando il percorso sino a creare una magica e quasi surreale atmosfera. Eventi analoghi si tengono anche nei templi vicini.
Questa festa offre però altre attrattive quali un’esposizione d’Ikebana, l’arte tradizionale della composizione floreale giapponese, un piccolo concerto per chitarre e flauti shaku-hachi e alcune danze di geisha.

 

Miyako Odori
Le geiko, o geisha, e le maiko, le apprendiste geisha, si esibiscono tuttora nelle tradizionali danze annuali nel periodo di picco della fioritura dei ciliegi, in aprile. Le più popolari tra queste danze sono le Miyako Ōdori, in particolare la “Danza della fioritura dei ciliegi” e la “Danza della vecchia capitale”. Visitatori da tutto il Giappone ma anche da altri paesi del mondo si accalcano per assistere a questo evento di straordinario significato per la tradizione di Kyoto. A proposito, le geisha del quartiere Gion preferiscono farsi chiamare geiko, che significa “donna esperta nella danza e nella musica”.

 

Hanami (osservazione dei fiori di ciliegio)
Dalla fine di marzo all’inizio di aprile, quando i fiori di ciliegio sono in piena fioritura in tutta Kyoto, le persone si riuniscono nei parchi secondo una tradizione giapponese nota come “Hanami”, o osservazione dei fiori di ciliegio.

 

Al Parco Maruyama i festaioli mangiano, bevono sake e birra e cantano sotto gli splendidi fiori di ciliegio. L’atmosfera è sempre festosa.

 

All’Hirano-jinja Shrine, vicino al Kitano-tenmangu Shrine, ci sono centinaia di alberi di ciliegio ed è particolarmente popolare per le persone che si riuniscono qui ammirare i fiori di ciliegio, mangiare, bere e festeggiare fino a tarda notte.
Le rive del fiume Kamo-gawa, che attraversa il centro di Kyoto, sono splendidamente colorate dai fiori di ciliegio. La via Nakaragi-no-michi, tra Kitayama e Kita-oji, è famosa per avere i fiori più belli di tutta Kyoto.
Siti famosi di ciliegi in fiore sono anche la via Tetsugaku-no-michi e la zona intorno al Heian-jingu Shrine. Inutile dire che vale la pena di visitare anche il tempio di Ninna-ji “Omuro-no-sakura” (gruppo di ciliegi in fiore).

 

Foglie d’autunno
Nel passaggio dall’estate all’autunno gli alberi si preparano ad affrontare i mesi invernali. È un fenomeno naturale avvertibile innanzi tutto dalla differenza tra le temperature diurne e quelle notturne e, ancor più chiaramente, dal cambio in giallo e rosso del colore del fogliame. Il più spettacolare esempio di questa transizione stagionale sono, appunto, gli aceri. Il Giappone ne è pieno e in ogni angolo del paese la gente si prepara sempre con grande eccitazione a questo straordinario fenomeno.

 

Novembre è il periodo migliore dell’anno per ammirare gli aceri rosso vivo di Kyoto. E, proprio come durante la fioritura dei ciliegi in primavera, è un altro dei periodi di alta stagione in cui la città è invasa da turisti di ogni provenienza.

 

I luoghi migliori per vedere gli aceri sono il tempio Tōfuku e le zone di Takao, Arashiyama, Ohara e Higashiyama, ma ve ne sono molti altri ancora.

 

Colore e tono variano però di anno in anno secondo la quantità di pioggia e, soprattutto, la temperatura atmosferica. Maggiore è la differenza di temperatura tra giorno e notte, infatti, i rossi e i gialli si fanno più intensi. Proprio a causa della maggior differenza termica, le foglie degli aceri di montagna assumono una particolare bellezza.
Kyoto è un paradiso anche per questo. In genere le si può ammirare dalla fine di ottobre sino a circa il 10 dicembre, anche se a causa del recente riscaldamento dell’atmosfera il cambio di colore sta avvenendo tendenzialmente più tardi.

 

Jyoya no Kane (Vigilia di Capodanno – Omisoka)
Verso la mezzanotte della vigilia di Capodanno, tutti i templi fanno suonare le loro grandi campane di bronzo 108 volte, secondo una tradizione chiamata “Joya-no-kane”.

 

Perché 108 volte? Nel Buddismo, si dice che gli esseri umani hanno 108 desideri terreni che sono all’origine di tutte le sofferenze, e ogni rintocco della campana aiuta le persone a liberarsi di uno di questi desideri.

 

Eliminando il vecchio e adottando il nuovo, si perde ogni desiderio terreno, così il Nuovo Anno può iniziare con una mente pura. Il rintocco finale risuona subito dopo la mezzanotte.
Yakisoba
 
Ingredienti per due persone:
 
Una confezione di noodle la mia è di 227 gr
carote 2
cipolla mezza o meglio 2-3 cipollotti col ciuffo
verza o cavolo cinese affettato sottilmente due manciate
funghi 4 tagliati a fettine
peperone verde 1 o qualche friggitello se li trovate belli come i miei
olio di soia e un goccio di olio di sesamo per saltare i noodles
 
salsa per yakisoba
ketchup una tazzina
worcestershire un cucchiaio
mirin o sake o se proprio non avete nulla di tutto ciò, grappa
un cucchiaino di zucchero di canna
una grattata di zenzero fresco
mezzo spicchio di aglio grattato
 
Affettate sottilmente tutte le verdure (mi raccomando la precisione, le verdure devono essere tutte uguali nel taglio). Mettere sul gas una pentola con l’acqua e sale per cuocere i noodles. Scaldate l’olio di soia e un goccio di olio di sesamo (al contatto col calore sprigiona un gradevole profumo di nocciole) in una wok o una larga padella e gettate le verdure tagliate. Fatele saltare ma ….lasciatele croccanti!. Togliere le verdure e liberare la wok per saltare gli spaghetti che nel frattempo avrete cotto anche loro al dente. Versateli, dopo scolati, in padella con l’olio caldo e fateli soffriggere un minuto poi aggiungete la salsa che avrete già preparato mescolando insieme tutti gli ingredienti elencati, e mantecateli pochi secondi, poi aggiungete le verdure saltate e mescolate con cura scuotendo la padella, se occorre aggiungete un poco di acqua di cottura della pasta. Tutto ciò a fiamma alta. Versate nei piatti distribuite sopra una grattata di zenzero fresco, decorate con le verdure e servite caldi.…subito, subito! 

83 Comments

  1. Ciao Sabrina, complimenti per il post interessantissimo, c'è veramente molto da imparare!! Ora non ci resta che studiare le ricette giapponesi e tentare di riproporle, a presto quindi, ciao!!

  2. Sabrina che post interessante, ricco di notizie e idee da cui prendere ispirazione. Inizio la ricerca di una ricetta giapponese e a presto!! Morena

  3. Sabrina hai superato te stessa, un post splendido, ben scritto e ricco di interessanti informazioni, brava, complimenti tanti tanti, adesso lo mando un po' in giro 😉

  4. Amo da sempre la cucina giapponese ma anche la cinese non è da disdegnare. Sono simili per alcuni usi ma completamente diversi. Ho mangiato giapponese la prima volta a Lausanne (CH) si facevano portare tutte le materie prime direttamente ogni mattina con l'aereo. Non ho mangiato crudo perchè proprio non mi piace ma per il resto favoloso.Ora si trovano prodotti giapponesi ma non è facile. A Trieste vivie una grossa comunità però cinese che hanno anche nei loro ristoranti i migliori cucina giapponese. Due sono arrivati ora puro giapponese però stanno modificando un pò gli ingredienti affinchè i clienti siano contenti…mah se non voglio quella cucina perchè ci vanno ???? Quei noodles favolosi ma qui trovi soli quelli bianchi di soja o riso questi giallini solo nelle confezioni pronte con le verdure e altro liofilizzate. Adesso che vado in Austria farò manbassa li si trova tutto anche per la cucina Thai. Grazie ho preso nota anche del piccolo glossario. Ho un'amica giapponese doc che vive ad Osaka e parla italiano le dirò di venire a curiosare da te.
    Buona settimana bacione.

  5. Sabrina anche io ho il tuo sogno sogno, o desiderio. Chiamiamolo come vogliamo ma, fatto sta, che ci andrei domani stesso! l'apoteosi per me sarebbe andarci durante la fioritura dei ciliegi. Mi sollevo da terra sognando al solo pensarci *__* intanto mi godo il tuo post, ricco e dal sapore orientale.
    Buona settimana!

  6. Ciao Sabrina, sono Anna del blog C'è di mezzo il mare. Ti porto il mio contributo per questa tappa, sono avvantaggiata perché gioco in casa 🙂
    Ho preparato alcune ricette di OKAZU, piccole pietanze di accompagnamento.
    Spero di aver fatto tutto a puntino.
    Grazie dell'ospitalità e complimenti per tutto il lavoro di presentazione, bellissime anche le foto.

  7. Fammi sapere cosa troverai sono curiosissima! E grazie per la segnalazione alla tua amica, può darsi che io abbia scritto qualche cavolata e correggerei molto volentieri!

  8. carissima sono felice per questa accoglienza, ti ho tirata io dentro a questa bella avventura e sono contenta che vada tutto bene e mi sembra che stia andando davvero bene, hai fatto un post splendido…ti lascio una vecchissima ricetta di Castella giapponese presa ovviamente da Anna ai tempi di Quanti modi di…la foto è vergognosa neppure con una usa e getta avrei fatto di peggio, ma questa è…un abbraccio
    http://unpezzodellamiamaremma.com/castella-giapponese/

  9. Grazie cara. Interessante le varianti di pastella esistenti. Hai scelto quella con l'uovo, ottimo risultato e molto interessante il video dello chef giappo. Certo che loro hanno una manualità incredibile!

  10. Ciao Sabrina, prima di tutto mi scuso di essere passata solo ora, il tempo a disposizione è sempre troppo poco e mi riduco a sera tardi a scrivere le ricette e a lasciare commenti. Stamattina però ho deciso di dedicarmi un po' di tempo… Complimenti per il post, davvero bellissimo ed esaustivo…mi sono sempre persa dai diversi nomi dei piatti al ristorante cinese, dovrò studiare ..
    ecco i miei contributi
    http://zibaldoneculinario.blogspot.it/2011/06/il-mio-kaki-age.html
    http://zibaldoneculinario.blogspot.it/2015/05/tempura-di-fiori-dacacia-e-verdura.html
    ma tornerò presto….
    baci!

  11. Un trattato Sabry, da salvare e consultare all'accorrenza . Mai saputo di questa tua passione e davvero….non si finisce mai di sapere e di imparare a conoscere. Un capolavoro :* :* :*

  12. Elena sono veramente bellini gli onigiri in genere i tuoi sono anche colorati! Uno snack sano e gustoso, le alghe conferiscono un sapore e una sapidità veramente speciale! Grazie

  13. Come te amo tante cose di questo Paese ma come te non sai che darei per vedere questa meravigliosa fioritura! Nella tua ricetta si vede l'esperienza che hai dalla minuziosa descrizione e dalla ricerca degli ingredienti originali! e anche questa ricetta fa riferimento ad un cartone animato! Fantastico! Grazie cara

  14. Ciao sono Manuela. Innanzi tutto complimenti per il bellissimo post che mi ha incantata. Anch'io sogno di andare in Giappone e immergermi in quella incredibile tradizione così diversa dalla nostra. In questo periodo non sono molto attiva sul blog ma questa tappa proprio non me la potevo perdere. Inizio con una ricettina veloce e semplice, anche se vedo che è già stata fatta. Ma l'avevo in archivio pronta da tanto tempo e quale occasione migliore di questa. Si tratta della confettura anko in tutte e due le versioni: http://adietadalunedi.blogspot.it/2015/05/confettura-anko-di-fagioli-azuki-per.html
    Ciao e grazie. Mi sa che tornerò presto con un'altra ricetta anche questa già vista ma quando una cosa è buona!!
    Buona serata. Manuela

  15. Cara Manu grazie dei complimenti e vedo che + di una di noi vorrebbe andare in Giappone, ma perchè non facciamo un volo unico e ce le spariamo ste vacanze? La tua ricetta di azuki è vero che era stata già postata ma non verde e grazie della foto di entrambe le tipologie di fagioli!

  16. Eccomi con il link…. che testa fra le nuvole che ho ;)https://crumpetsandco.wordpress.com/2015/05/22/i-miei-primi-sushi-roll-kappa-maki-hosomaki-e-uramaki-con-avocado-e-salmone-my-first-sushi-rolls-kappa-maki-and-uamaki-and-hosomaki-with-avocado-and-salmone/

    Baciiiii

  17. Eccomi con link della zuppa 🙂
    …e se riesco entro stasera altra ricettina. ..una prima parte e pronta… finito lavoro vedo di fare il resto con foto e post ;)https://crumpetsandco.wordpress.com/2015/05/23/zuppa-di-miso-con-soba-tofu-e-verdure-miso-soup-with-soba-tofu-and-vegs/

    Baci

  18. Eccomi con link della zuppa 🙂
    …e se riesco entro stasera altra ricettina. ..una prima parte e pronta… finito lavoro vedo di fare il resto con foto e post ;)https://crumpetsandco.wordpress.com/2015/05/23/zuppa-di-miso-con-soba-tofu-e-verdure-miso-soup-with-soba-tofu-and-vegs/

    Baci

  19. per un pelo ma non ultima, almeno nel ricordo di questa tappa: il tuo video mi ha ammaliata come il suono di quei tamburi nella vallata! Il pollo così mi fa impazzire pucciato nelle salsetta di soia poi…insomma si è capito che amo questa cucina vero? Grazie cara

  20. Pollo e cipollotti un'ottima unione mi è piaciuto il taglio del cipollotto da mettere nello spiedino e originalissima l'idea delle foglie intrecciate a dare un fondo naturale al piatto! Grazie anche per avermi fatto conoscere quella straordinaria piastra!

  21. Grazie Terry mi fai commuovere! Mi dispiace lasciare questo Paese ma sono già pronta con le mie valigie piene di voi tutti! Le vostre ricette e la vostra collaborazione rimarranno con me per sempre! Ma ora mentre vedo la tv mi godrò uno dei tuoi originali dorayaki! Grazie carissima

  22. Ancora una notizia nuova sul Giappone: il suo regista e fumettista + famoso! Non vi ringrazierò mai abbastanza! Il grande Doreimon sgranocchierà anche i tuoi fantastici dorayaki!

  23. Eccolo l'uomo del gruppo, sono felice che ci sia anche tu! Sei stato l'ultimo ma ci hai donato una gran bella descrizione, accurata e ti sono venuti anche bene! Grazie contenta io! Una degna conclusione!

  24. Resy ti ringrazio innanzitutto per lo sforzo nelle foto, il dolce ha una faccia decisamente appetibile e ci credo quando dici che è ottimo! Me lo immagino soffice! E questo foto o non foto è ciò rende a chi lo guarda! Brava e grazie di tutto!

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