sabato 14 maggio 2016

The Meat Market, carnivori a me!


In un momento in cui la carne viene bistrattata e anche un pò demonizzata c'è chi ancora ama togliersi la voglia pazza di una bella bistecca o di una fiorentina o magari di un burgher ma vero con carne di prima scelta. 
Voi mi direte: "magari!" 
Già perchè la difficoltà sta proprio nella scelta della carne di qualità, il giusto taglio, adatto ad ogni piatto, la cottura perfetta...insomma sono variabili difficilmente conciliabili. Ebbene se proprio volete togliervi la voglia di carne al The Meat Market troverete il paradiso per i carnivori. 
Nel cuore di Roma a due passi da Castel S'Angelo un locale per stomaci forti! 
Una macelleria con cucina dove è possibile scegliere il taglio di carne preferito proprio al banco tra Chianina, Fassona o Marchigiana!

 Consiglio al locale di cuocere di meno la carne e di evitare di salarla con il sale grosso da cucina. La qualità della carne offerta è talmente buona che non ha bisogno di sale ma per chi lo volesse al tavolo ci dovrebbe essere una piccola porzione di fior di sale ad accompagnare il piatto.
Il tempio della carne offre una curiosità in più: il famoso burgher quello che ci piace tanto alto, con ogni ben di dio dentro, qui da The Meat Market lo puoi personalizzare! 
Con ingredienti di qualità come scamorza affumincata, fiordilatte, mozzarella di bufala, pomodori secchi, guanciale, pancetta arrotolata, n'duja, e poi tutte le verdure come la cicoria, le cime di rapa, le melanzane, le zucchine, i funghi, i peperoni, la cipolla, insalte di ogni tipo e salse come se piovesse: ketchup, maionese, senapi, mostarda, crema di olive, salsa barbecue....avrete l'imbarazzo della scelta per creare il burgher del secolo, il vostro bugher!

 Ogni portata è accompagnata da ottime patatine tagliate sottili con la buccia e cotte alla perfezione, croccanti e pronte per essere tuffate nella vostra salsa preferita!
Ovviamente anche la cottura potrete scegliere: al sangue, media o ben cotta e persino il peso dell'hamburgher è a scelta da 150 g fino a 500 g...e questo vorrei proprio vederlo mangiare!
Per chi volesse tenersi leggero ma con gusto qui potete trovate diverse insalate anzi Special Salad con pollo, manzo, maiale o vegetariane.

Per il dolce finale la scelta è su tre classici: lo strudel di mele, la panna cotta e il tiramisu
Altro consiglio che posso dare è di alleggerire la scelta vista  la tipologia di cucina proposta. Consiglio della frutta o del sorbetto al limone da aggiungere al menu.

Ovviamente birra alla spina, birre artigianali in bottiglia e vini rossi e corposi come il Chianti, il Syrah, il Sangiovese Conte Ferdinando Guicciardini Castello di Poppiano Massi di Mandorlaia e scelta di bianchi, spumante, vin santo e grappe.

Un plauso agli infaticabili ragazzi della piastra


The Meat Market
Corso Vittorio Emanuele II, 320
Tel.  06 93374004
Aperto a pranzo e cena

Ufficio stampa:  Giulia Murdocca
Strategy Manager Digital & Marketing

MG LOGOS SAS
di Stefano Carboni & C.



martedì 26 aprile 2016

Tortino di alici fresche

L'8 Marzo scorso, Festa della donna, è stata una giornata speciale, organizzata da Excellence Magazine, grazie alla presentazione, a blogger e stampa specializzata, del contest  
Durante il Talk show “Ricetta di donna” presso lOutlet Castel Romano,  5 donne del mondo del food and wine hanno parlato delle proprie esperienze raccontandosi:
  • Iside De Cesare, chef del ristorante La Parolina (1 stella Michelin) nel viterbese
  • Cristina Brizzolari Cavalchini, produttrice del riso gourmet Riso Buono di Novara
  • Giulia Steffanina, socio co-fondatore della Scuola di Cucina e Pasticceria Les Chefs Blancs a Roma
  • Antonella Pacchiarotti, fondatrice dell’azienda vinicola della Tuscia che porta il suo nome
  • Clara Barra nota giornalista enogastronomica e redattrice del Gambero Rosso.
 Un Talk show interessante che ha unito, come un filo conduttore, la passione e la determinazione di queste grandi professioniste che in questo evento hanno tenuto a battesimo questo grande e ambizioso Contest che porterà il vincitore sul palco ad interpretare come un vero chef la ricetta scelta dalla giuria composta da chef del calibro di
Giuseppe Di Iorio (Aroma Restaurant-1 stella Michelin), da Davide Del Duca (Osteria Fernanda) e da Giulia Steffanina (socio co-fondatore della Scuola di Cucina e Pasticceria Les Chefs Blancs di Roma).
L'Olio Clara è  il protagonista di questo Contest! Un'olio extravergine a mio parere versatile in cucina che può apparire sia in piatto dolce che salato. Ha un packaging veramente insolito: una bellissima bottiglia che fa apparire l'olio come un profumo prezioso contenuta in una scatola di cartone rigida altrettanto bella ed elegante



 Per farvi conoscere meglio le caratteristiche dell'Olio Clara vi cito le parole di chi lo produce:

Olio Clara è un Blend nato dalla sapiente unione di varietà di olive tipiche della provincia di Fermo e Ascoli Piceno, e le varietà coltivate sono strettamente legate a quei territori: il piantone di Falerone, il piantone di Mogliano, il sargano di Fermo, la tenera Ascolana, la Raggia e molte altre fino a raggiungere le 20 varietà nel totale.
Un “blend” che nasce dalla ragionata mescolanza di questi preziosi oli monovarietali biologici (alcuni dei quali a rischio di erosione genetica), che genera un olio che si apre al naso con eleganti sentori di pomodoro, erba fresca, mandorla e carciofo. Al gusto si mostra vellutato al palato con un leggero piccante sul finale.

CONOSCERE UN OLIO DI OLIVA È UN’ESPERIENZA MULTISENSORIALE… provaci con Olio Clara!

VISTA
Ogni varietà di olio presenta una colorazione tipica che oscilla dal giallo oro al verde intenso a seconda della quantità di clorofille presenti.
OLFATTO
Una modesta quantità d’olio versata in un bicchierino intiepidito dal calore delle mani, si risveglia lentamente esprimendo tutte le sue note aromatiche. È un efficace metodo per avvicinasi all’olio e inalarne le fragranze che sprigiona, arrivando a percepire molteplici odori, dall’intensità del fruttato ad un pletora di sentori: foglia, erba di fresco taglio, mandorla, carciofo, cardo, mela, erbe aromatiche.
GUSTO
Un piccolo sorso d’olio, pari ad un cucchiaino, è la giusta quantità per apprezzarne al meglio le sue caratteristiche. L’olio assunto deve avvolgere per qualche istante le papille gustative prima di essere deglutito: si possono così apprezzare note di amaro di diversa intensità, gusto legato alla quantità di sostanze fenoliche presenti, o sfuggenti sensazioni di dolce che si trasformano in un attimo in molteplici sfumature.
TATTO
L’olio va poi vaporizzato nella cavità orale aspirando con vigore aria tra i denti: potremo scoprire ulteriori qualità aromatiche e una piacevole e inaspettata sensazione di piccante che riscalda la nostra gola, anche quest’ultima sensazione è correlata alla presenza di polifenoli.

Dopo aver visto, odorato, assaggiato e aspirato l'Olio Clara ho deciso e capito cosa volevo e potevo cucinare per questo Contest:
Ho deciso un piatto semplice nel gusto, volevo che l'Olio Clara fosse protagonista e che esaltasse gli ingredienti scelti. La mia scelta è andata su prodotti cosidetti poveri: pesce azzurro, patate e pomodori che sono poi gli ingredienti del classico tortino di alici che in molte famiglie si è spesso visto in casa ma con una veste degna, a mio parere, del Contest, della giuria e ovviamente dell'Olio Clara.

Spero sia apprezzata, quanto meno per il gran risultato a prezzo contenuto


Tortino di Alici Fresche

Ingredienti per 4 persone

14-15 alici a tortino
8 patate medie
20 pomodori rossi
2 grosse cipolle bianche
1 mazzetto di odori (menta, timo, basilico, erba cipollina e erba aglina)
40 g di olive di Gaeta
aceto di mele di ottima qualità
2 cucchiai di erba cipollina tritata
basilico per decorare
sale e pepe q.b.

Per il salmoriglio
125 ml di Olio Extravergine di Oliva Clara
20 ml di succo di limone

Cerchio in acciaio di 11 cm e striscia di acetato per semifreddi 
Sugo di pomodoro
Tagliate a fettine sottili le cipolle e versarle in una padella con dell'Olio Clara. Fatele appassire aggiungendo dei mestoli di acqua calda. Nel frattempo sbollentate i pomodori per togliere la buccia e i semi, tagliateli a grossi pezzi e versateli sulle cipolle con le erbe tagliuzzate a mano e le olive di Gaeta denocciolate a pezzetti.
Fate ritirare il sugo e rendetelo denso. 
Tenete da parte.

Patate 
Consiglio sulle patate: per questa preparazione occorrono patate di qualità (come in realtà sempre dovrebbe essere!) ma lo sottoilineo perchè le patate dei supermercati sono estremamente acquose e una volta lessate diventano collose, difficili da gestire e ancor di più sgradevoli da mangiare. Ho utilizzato per questa preparazione le patata di Leonessa, sono patate a pasta gialla, farinose, sode e asciutte meravigliose per qualsiasi preparazione.
Lessate le patate in acqua e sale con la buccia. Pelatele e schiacciatele con una forchetta, aggiustate di sale, un poco di pepe, erba cipollina tritata, una generosa girata di Olio Extravergine di Oliva Clara e dell'aceto. Per l'aceto, che sembra un comune prodotto in cucina, in realtà fa la differenza laddove userete un aceto degno di nota. Io ho usato per questa ricetta un'aceto di mele invecchiato in barrique: ottimo, agrodolce, per nulla invasivo e delicato al punto giusto.

Alici fresche
In Europa conosciamo una sola varietà di alici Engraulis encrasicolus. Della stessa famiglia delle aringhe, questo pesciolino si muove durante tutta l'estate in banchi considerevoli, dopo aver trascorso l'inverno in profondità per riprodursi. Attratte di notte con i fari (le cosidette lampare), utilizzate dai pescatori del Mediterraneo, le alici cadono a migliaia nelle grandi reti galleggianti. L'alice fresca è lunga 10-12 cm, ha l'occhio vivo e il corpo rigido ma fragilissimo. Una volta scartata la testa, è più facile estrarre i due filetti per liberarli dalle lische più grosse. In mancanza delle alici fresche, andranno bene delle sardine, pur avendo un sapore meno caratteristico.
Dopo averle pulite togliendo la testa, le interiora e la lisca cercate di tenerle accoppiate. Prendete le misure con il cerchio, dovrete sistemarle all'interno del cerchio con la parte finale (la coda la dovete eliminare) verso il centro e la testa verso la parete del cerchio. Può accadere, come è successo a me, che le alici siano più lunghe del necessario per essere perfettamente posizionate a raggiera, e qui vi do un consiglio ancora: tenetele lunghe con le parti finali che si sovrappongono tra loro, questo perchè quando le metterete in forno, con la cottura, si ritireranno ed avrete così un naturale buco centrale della giusta misura, lo coprirete poi con delle foglie di basilico o menta.
Posizionate su una placca da forno coperta di carta forno il cerchio, sistemate a raggiera le alici. Irroratele di Olio Clara, un pizzico di sale e una macinata di pepe. Ora con tutto il cerchio mettetele in forno già caldo a 200°C per 5 minuti, il tempo necessario per far si che il naturale collagene contenuto nella pelle possa in qualche modo "incollare" le alici tra loro. Questa operazione se avete come me un solo cerchio la dovrete ripetere 4 volte, singolarmente. Tiratele fuori dal forno, lasciatele raffreddare e togliete il cerchio. 
Tenete da parte.

Assemblaggio

Sempre sulla placca da forno, coperta di carta forno posizionate il cerchio che questa volta sarà foderato di una sottile striscia di acetato, la stessa che si utilizza in pasticceria per i semifreddi.
Ora versate almeno 4 cucchiaiate di patate, schiacciatele col dorso di un cucchiaio, sopra posizionate il sugo e in ultimo appoggiate delicatamente le alici sollevate con una spatola rettangolare. Il posizionamento  delle alici per terminare il tortino, avviene quando toglierete sia il cerchio che l'acetato. Questo vi consentirà di comporre le altre tre porzioni senza avere più di un cerchio.

Altro consiglio: la striscia di acetato vi suggerisco di metterla, perchè nel momento in cui toglierete il cerchio con l'attrito che inevitabilmente si crea, vi inquinerebbe, cromaticamente gli strati. Con l'acetato all'inteno del cerchio invece, potrete eliminare liberamente il cerchio, sollevandolo verso l'alto, concentrandovi poi sulla striscia di acetato che eliminerete orizzontalmente staccando il pezzettino di schotch. 
In questo modo i due colori rimarranno distinti e separati!

Mettete i tortini così composti in forno gia a 200°C per 3-4 minuti. Sempre con spatola rettangolare UNTA DI OLIO togliete i tortini dalla placca e adagiateli molto delicatamente sul piatto, la paletta unta farà scivolare il tortino senza problemi a destinazione.
Irrorate con il salmoriglio che preparate agitando velocemente in un biberon da cucina o un barattolino di vetro, l'Olio Clara e il limone fino a diventare una crema.
Guarnite con fili di erba cipollina


Con questa ricetta partecipo al nuovo food contest di Excellence Magazine Chef per un giorno con Olio Clara”, l’extravergine bio marchigiano racchiuso nell’inconfondibile packaging!




sabato 23 aprile 2016

Biscotti alla ricotta



Sfida sui biscotti! Entusiasmo a mille, adoro fare i biscotti ma per farli ci vuole tempo...tanto tempo e in questo periodo è stato un'utopia ma alla fine il mio contributo lo do volentieri cari Dani e Juri del blog Acqua e Menta per l'MTC N. 56.
Ho però ancora un problemino, di solito evito il burro, eh lo so ma non si può, per cui forte delle indicazioni del Regolamento cambio grasso e al posto del burro ho utilizzato della ricotta di mucca.
La pasta è venuta benissimo e per variegare il colore e il sapore l'ho divisa a metà e in una ho aggiunto del cacao amaro. 


Tentativo light riuscito perfettamente! Il biscotto è friabile, si inzuppa abbastanza bene, basta tenerlo poco più di un frollino, e il sapore è delicato e anche "innocente".
Per la forma potevo scegliere con le decine di formine che ho ma tra tutti mi piaceva molto questa forma così vintage e l'ho utilizzata anche per provare la consistenza della mia frolla magra e come vedete ha tenuto benissimo.

Una raccomandazione su tutte: la ricotta l'ho tenuta in frigo a scolare per ben due giorni. Assicuratevi che abbia perso tutto il suo siero e che diventi bella compatta e asciutta.

  
Biscotti alla Ricotta

Ingredienti per 6 persone

250 g di farina 00
150 g di ricotta
120 g di zucchero
mezza bustina di lievito vanigliato
1 uovo
un pizzico di sale

Accendete il forno a 180°C. Mettete un foglio di carta forno sulla leccarda. Fate la solita fontana di farina sulla spiatoia e spargeteci sopra la mezza bustina di lievito setacciato. In una ciotola lavorate la ricotta che deve essere stata scolata almeno 2 gg tenuta in frigo, con lo zucchero e l'uovo intero fino ad ottenere una crema. Versate la crema al centro della "fontana" di farina, aggiungete un pizzico di sale e iniziate a impastare come per una normale frolla. Formate la palla bella liscia, avvolgetela con la pellicola e tenetela in frigo per una mezzora. Se volete farne metà bianca e metà al cacao, dividete la pasta in due e in una stendete con i polpastrelli per allargarla e accogliere 1 cucchiaio colmo di cacao. Impastate con pazienza fino al completo assorbimento del cacao. Avvolgete sempre con pellicola e in frigo per mezzora. Trascorso questo tempo tagliate pezzi di pasta che vi consentano di stendere per formare biscotti come più vi piace e sistemarli sulla placca con la carta forno. Cuocete nel forno già caldo per un periodo tra i 12 e 15 minuti a seconda della forma che avete dato.