Antica Focacceria S. Francesco….Trilussa ospita la Sicilia

INSEGNA
Il posto è delizioso, la formula sempre la stessa: cucina popolare siciliana! Parlo proprio dell’Antica Focacceria mitico locale che da ben 180 anni è sul territorio e porta alti i metodi di cottura, gli ingredienti e la tradizione di sempre. Nel 1834 Salvatore Alaimo riceve in dono una cappella sconsacrata in un antico palazzo a Palermo dai Principi di Cattolica dopo 25 anni al loro servizio come monsu (voce contratta dialettale che indicava il cuoco). Decide di trasformarla in una focacceria e di cucinare per il popolo, cibo povero e produce la focaccia “schietta” che in dialetto vuole dire “nubile/vergine” realizzata con ricotta e strutto e dal colore bianco di questi prodotti nasce appunto il nome. Nel 1851 decide di far mangiare la carne anche ai meno abbienti e quindi alla tradizionale focaccia schietta aggiunge un taglio di carne economico cucinato in maniera gustosa e quindi la focaccia schietta diventa “maritata”. Successivamente si aggiungono nuove pietanze come i cazzilli,  panelle e sfincione e la focacceria diventa meta di personaggi famosi e intellettuali. Molti di loro hanno sostato qui e gustato le specialità di Alaimo: Pirandello, Sciascia, Guttuso! Nel 1902 la Focacceria diventa L’Antica Focacceria S. Francesco prendendo il nome dalla piazza dove si affaccia e si aggiungono nuovi piatti come le sarde a beccafico e le arancine. Nel 1939 il locale passa alla Famiglia Conticello che negli anni ’80 lo porta a raggiungere l’eccellenza. Nel 2009 apre a Milano e nel 2013 entra a far parte del gruppo Feltrinelli. Altri tre locali vengono aperti a Roma a Piazza della Torretta in centro, all’interno dell’Aeroporto di Fiumicino e a Piazza di San Giovanni della Malva appunto vicinissimo a Piazza Trilussa. E’ proprio qui dove ho avuto il piacere di assaggiare per la prima volta le specialità siciliane della Focacceria. Un’esperienza da ripetere e se dovessi fare un classifica di ciò che ho mangiato non saprei stilarla…o forse potrei dire che ciò che più mi ha incuriosito e stupito è stata la focaccia con la milza…non fate quella faccia provare per credere…così come ho fatto io senza preconcetti!

 
O i fritti???? Panelle, cazzilli, arancine, caponata….Ohhh siiii erano divine….croccanti fuori e morbidi dentro…
 
E dello sfincione cosa vogliamo dire? Anticamente, a Palermo, l’ambulante con il suo carrettino declamava lo Sfincione con: “va tastalu! Scarsu r’ogghiu e chinu i pruvulazzu” (assaggialo! Scarso d’olio e pieno di polvere della strada). E’ la pizza siciliana ed era tipica delle feste natalizie, con pomodoro, sarde salate e caciocavallo fresco
E se vedete in menu il cacio all’l’Argentiera dovete sapere cos’è: una storia che arriva da lontano dall’antica tradizione orafa palermitana. Il popolo credeva che gli orafi fossero ricchi, invece non lo erano perchè acquistavano l’oro a poco lo lavoravano e la limatura che ne derivava dalla lavorazione se la tenevano. L’orafo ci teneva a far vedere che aveva un tenore di vita alto ed inoltre aveva come ricchezza per lavorare il prezioso metallo il fuoco sempre acceso e per questo metteva in padella un pezzo di cacio da scaldare a bagnomaria e una volta sciolto aggiungeva aglio, origano e aceto e quando ce ne era anche un poco di zucchero. Questa preparazione faceva uscire un profumo meraviglioso uguale alla cottura del coniglio che all’epoca non solo era carne ma anche carne pregiata. E i vicini dicevano che l’argentiera era ricca perchè si poteva permettere di mangiare coniglio ogni giorno!!!
E non potete non prendere i dolci per cui tenetevi lo spazio perchè meritano tutti! E tutti provenienti direttamente dalla sede centrale Palermitana: cannoli, torta savoia, torta alla gianduia, torta al pistacchio, cassate..
A gustare tutto ciò potevo essere sola? Niente affatto ero con le mie Bloggallinelle, è stata una piacevole serata di chiacchiere, buon cibo e serenità!
Antica Focacceria S. Francesco
Piazza S. Giovanni della Malva, 14
06 5819 503
 

11 Comments

  1. carissima bel resoconto, soprattutto la parte storica… è un bell'ambiente, e la cucina siciliana, a parte la ciccia e le frattaglie è ottima…io vado spesso da Feltrinelli all'ultimo piano e si mangia bene, serta davvero interessante e divertente, immagino…un abbraccio

  2. Ho seguito con grande piacere la vostra serata! la prossima volta spero di poter esserci anch'io… questo giro avevo la bimba con la varicella:(( … mi mancano le nostre uscite gallinesche… siete meravigliose:*

  3. Conosco l'Antica Fogacceria ed anche il panino con la milza se fatto bene è una leccornia. La milza come pure il polmone debitamente diciamo trattati si usano in Austria per fare dei ragù che accompagnano il gnocco di pane. E' buonissimo tanti non lo provano perchè ritengono questi tagli moooolto bassi deggni nemmeno di un gatto.
    Grazie della carellata. Buona Pasqua a te e Famiglia.

  4. che bel resoconto Sabry e grazie mi hai fatto rivivere quella bella serata con cibi preparati ad hoc, e narrati ad arte adoro la cucina siciliana! E qui era fatta a regola d'arte. un abbraccio Mony

  5. Per un attimo avevo pensato che fossi stata quì a Palermo ^_^ , poi ho continuato la lettura ed ho visto che ci sono altri 3 succursali della nostra Focacceria ….Spero sia stato tutto di vostro gradimento….questi piatti tipici del Palermitano , sono Unici nel loro genere….
    un abbraccio

  6. Ciao Sabrina! Ti ho conosciuta qui seguendo il blog di Silvia (Perle ai porchi). Un bel locale e una bella compagnia! Ciao e a presto

  7. Io penso che la cucina siciliana, quella vera, sia una delle più buone al mondo. Ho potuto più volte assaggiarla cucinata da mani esperte, in famiglia… e purtroppo lo stampo è stato buttato via!!! Non sono mai andata in questo locale tipico Sabrina… con il tuo racconto mi hai fatto venire una voglia… Mi ci porti????? Bacetto buona Pasquetta!

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