Insalata di trippa ricca per l’MTC n. 38

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Da romana non mi potevo tirare indietro, la sfida dell’MTC n. 38 lanciata da Cristiana era troppo ghiotta. 
Il tema è il quinto quarto sia di carne che di pesce ma con un vicolo: devono essere piatti cucinati e quindi si chiede anche la lavorazione del quinto quarto scelto. Solo che di quinto quarto ce ne è in giro e scegliere cosa cucinare è stata impresa ardua. Poi come al solito se sei una delle prime, le carte te le puoi giocare ma se sei l’ultima come solo io riesco a fare, ti ritrovi a impazzire per non fare doppioni o per non essere scontata e banale. Per cui questa volta ho puntato su un prodotto a me familiare: la trippa! Nella mia famiglia è un piatto che ho visto spesso, mia mamma l’ha sempre cucinata alla romana con pomodoro, menta e pecorino, avrei anche potuta rifarla così ma non a Cristiana! Lei doveva essere onorata e omaggiata diversamente, con più impegno ed io da romana non avrei fatto grossi sforzi a proporgliela classica. Quindi ascolta il mio ragionamento cara Crì: la trippa deve essere bollita, almeno un’ora quindi cos’è? Un bollito! E come si cucina un bollito? A me piace molto con un goccio di aceto e olio…ma in questo caso ho voluto avere un pò di cura in più ed ho sostituito questo gradevole condimento con un vinaigrette, mooolto più elegante e ricercata ma senza stravolgere troppo. Quindi condimento sistemato. Poi? Come posso colorare ed arricchire questo piatto? Siamo ad aprile/maggio…..ah, già! Le fave! Ci stanno bene sicuramente, per cui fave sia! Ma crude mi raccomando! Rimangono belle verdi ed è il colore di cui ho bisogno e dolci il che non guasta mai….però assaggiando è siiii buona maaaa manca qualcosa di croccante…qualcosa che contrasti il “viscido” della consistenza della trippa….Massì! Potrei mettere del guanciale croccante fatto scottare al forno!!! Certo potrei…però sei provassi a rendere croccante la trippa stessa???? Ma come? Beh, ditemi cosa non è buono fritto? Nulla! E così ho provato! Ho asciugato bene la trippa, poi l’ho tenuta una notte in frigo per far indurire il collagene che sprigiona in cottura. L’ho passata nell’uovo, poi nella farina, poi di nuovo nell’uovo e nel pangrattato e con l’olio bollente (170°C) l’ho fritta  1 minuto. PERFETTA! Dura fuori e tenera dentro e…….ammazza quanto è buona! Ma solo due o tre pezzetti a porzione. Non dimentichiamoci che è sempre trippa e fritta è ancora più difficile da digerire. Insomma il contrasto tra la trippa bollita, morbida e condita con la vinaigrette acidula, le fave dolci e la trippa fritta….chevelodicoafare!!! Un piatto poverissimo che diventa un piatto da gran gourmet! La mia Insalata di trippa ricca! Sfida vinta Crì, almeno per me! Un’altra tacca da aggiungere alla mia cucchiarella dell’MTC!
 
Insalata di trippa ricca
 
500 gr. di trippa 
brodo di verdure (sedano, carota, cipolla e sale)
500 gr. di fave
Per la vianigrette:
1 piccolo scalogno
mezzo cucchiaino di pepe (io sichuan)
un cucchiano di senape dolce
un cucchiano di senape con i semi
un cucchiaio di aceto di mele
un cucchiaio di aceto balsamico (meglio se invecchiato)
tre cucchiai di brodo dove è stata cotta la trippa
ottimo olio extravergine di oliva almeno mezzo bicchierino da caffè
sale q.b.
Per friggere
due uova
farina q.b.
pangrattato q.b.
olio di arachidi
sale
 
Insalatina mista e colorata per decorare

 

Sciacquare bene la trippa sotto l’acqua corrente. Preparare un brodo di verdure, filtrarlo e utilizzarlo per bollire la trippa un’ora. Lasciarla raffreddare nella sua acqua, scolarla bene e tenere da parte un bicchiere di questo brodo (vi servirà per allungare la vinaigrette). Asciugare bene la trippa con carta da cucina poi riporla in un contenitore e tenere in frigo per almeno due o tre ore. In questo modo, come già detto, la trippa di compatta, diventa più dura e facile da lavorare. Preparare la vinaigrette: in un piccolo frullatore inserire tutti gli ingredienti escluso il brodo. Frullare a questo punto assaggiare, aggiustare di sale e se è troppo acidulo aggiungere un poco di brodo di cottura così si addolcisce leggermente e otterrete una consistenza giusta da condimento. Ora passare tre pezzi di trippa a commensale prima nell’uovo, poi nella farina, poi nell’uovo di nuovo e poi nel pangrattato e tenere da parte in un piatto. Preparare le fave, sgusciatele, togliete la pellicina e dividetele a metà. La trippa rimasta tagliatela a striscioline strette come fettuccine, sarà più gradevole sia da vedere che da mangiare. Scaldarla un secondo al microonde per renderla più morbida e facilmente gestibile nel condirla. In una ciotola porre la trippa bollita e riscaldata e le fave condire il tutto con una parte della vinaigrette e lasciare insaporire a temperatura ambiente. Ora portare a temperatura l’olio di semi di arachidi almeno 170°C tuffare due pezzetti alla volta di trippa panata (attenzione diventa subito scura) per un minuto. Toglierla e scolarla su carta da cucina passando sopra un poco di sale. Ora assemblare i piatti: adagiare in maniera armoniosa un pò di insalatina per piatto, condirla con qualche goccia di vinaigrette, adagiare con grazia una cucchiaiata di trippa e fave e guarnire con i tre pezzetti di trippa fritta! TRIPUDIO!!!

 

Con questa ricetta partecipo alla sfida dell’MTC n. 38
 

6 Comments

  1. Ciao tesoro… io la trippa non l'ho mai mangiata. Penso che sia più un fatto di testa che di gola… ma vederla così impanatina, buona buona… che tentazione!! Un bascione a te e al biondo!

  2. Riesci sempre a sorprendermi…. Da buona romana io la trippa la cucino come tua madre. Tu me l'hai destrutturata … e l'hai "inghiottita". L'hai quasi nobilitata a … primo quarto!!! Deve essere una bontà!

  3. Ed io da rmana mi ficco dentro al tuo piatto!!!! o mamma mia quanto buona deve essere… Non mangio la trippache saranno anni.. da quando non vivo più con mia mamma che invece era solita prepararmela al sugo!!!! un abraccio 🙂

  4. Io la trippa fatta così me la mangerei anche subito…di prima mattina alla faccia della dieta!!!! 😉 La tua idea e la tua presentazione sono una meraviglia!
    P.s. "fare colazione" con te la mattina alle 5 è un grande piacere! Sei una di quelle persone per le quali ho avuto una simpatia e un feeling immediato…la tua bravura che è palese, e la tua modestia e delicatezza nel porti col prossimo (e con le imbranate come me, la tua pazienza nello spiegarmi le cose), mi hanno letteralmente conquistata!
    Sabrina sei un vero tesoro, la tua famiglia è stupenda e spero, nel mio cuore, di avere al più presto la possibilità di vederci e passare del tempo insieme! Ti abbraccio forte, forte carissima amica mia!

  5. Ricetta molto interessante, per le consistenze, la stagionalità e la "fruibilità" dell'ingrediente. Come dici tu, il fritto piace a tutti e a maggior ragione se presentato in questo modo, così fresco e diverso, per un ingrediente che di solito prevede che ci si fermi al bollito. anche aver mantenuto l'aderenza al territorio- la favetta, per esempio, la bollitura prima della frittura- è un pregio, che va di pari passo con il rispetto della stagionalità. E la vinaigrette alla senape, ammorbidita dal brodo di trippa, è la "ciliegina sulla torta!. Brava!

  6. Eccomi! Grazie per aver pensato a me e per aver scelto la trippa, che in effetti anche da me è quella più di casa! Si vede che la conosci proprio per come l'hai trattata. Approvo la messa in frigorifero prima della frittura e ottima la scelta della doppia panatura. Anch'io ho fritto la trippa, ma solo con farina, la tua scelta mi sembra più indovinata. Si vede che sei stata attenta a tutto anche nel mettere per qualche secondo la trippa nel microonde: fredda nun se po' mangià! Mi piacciono gli accostamenti con queste fave brillanti di stagione…un perfetto connubio di consistenze e profumi! Grazie mille un abbraccio cri

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