Torrone morbido

Torrone
Una nota pubblicità dice “E’ Natale, è Natale si può dare di piùùùùùù..” Beh, più di così che si pretende! Sulla scia del handmade ci avviciniamo sempre di più al Natale e mai fu più utile come in questo momento il prodotto fatto a mano sia per casa che da regalare! Ma volete mettere le cosine fatte da noi con quelle industriali? Certo che no, e proprio questo è stato l’argomento della lezione sui dolci di Natale che si è tenuta ieri a Villa le Palme. Alle mie ragazze ho fatto conoscere e quindi svolgere il torrone morbido, il panforte a modo nostro e un pane norvegese che abbiamo adattato a piccoli panettonici: il Julekake. Pensate che questo adorabile pane io l’ho acquistato e mangiato più volte in Lettonia quando sono stata li a vivere per tre mesi, ottimo con i formaggi ma anche con i salumi. E’ inutile che vi dica come siamo state bene, come al solito cucinare insieme e scoprire cose nuove o rimediare a piccole inesattezze è sempre divertente. L’atmosfera di complicità che si crea rende gradevole e scorrevole il tempo in cucina. Avevo preparato tutto per loro: la sala del ricevimento in cui ci prendiamo un tè o un caffè con dei dolcetti (nel caso specifico avevo già preparato ciò che poi avremmo svolto) ho poi omaggiato le mie ragazze con dei cupcakes natalizi che fanno tanto allegria; poi avevo preparato un lato del tavolo con tutto l’occorrente per decorare i panettoncini che avremmo fatto a breve (nastrini colorati, sacchettini trasparenti, spago, carta da pacchi, sugar paste, coloranti alimentari, zuccherini, stampini….) e poi la sala biliardo dove di solito impastiamo e la cucina dove tutto era pronto per fare sia il torrone che il panforte, con ingredienti, attrezzatura e termometri per la lavorazione dello zucchero…guardate un pò:)
Allora vediamo un pò questo torrone: la versione che abbiamo eseguito era quello morbido, un torrone molto friabile ma delizioso con mandorle e pistacchi. Ho utilizzato uno stampo professionale in policarbonato che ha l’alloggio per tre torroni. Se lo lasciamo così, intero, si può incartare con carta forno e poi rifinito con carta paglia e legato con spago, così è molto rustico e originale oppure tagliarlo a trancetti come i torroncini commerciali e sempre incartati singolarmente con carta forno e poi coperti di carta velina colorata e sfrangiata con le forbici…insomma spazio alla fantasia come al solito:
 
 
Torrone
morbido

 

 
 
500 gr di zucchero
120 ml di miele
150 ml di acqua
100 gr. di pistacchi
50 gr di mandorle
2 albumi
Limone
1 cucchiaino di estratto di
fiori di arancio o buccia d’arancia grattugiata
 
Tostare la frutta secca al
forno. In un pentolino, far scaldare il miele con lo zucchero e l’acqua fino a
143°C (serve assolutamente un termometro). Sbattere, nel frattempo, gli albumi
a neve con 2-3 gocce di limone e quando saranno già ben montati aggiungere un
cucchiaio di zucchero. Versare questo sciroppo a temperatura a filo sugli
albumi e l’arancio, continuando a sbattere per un altro minuto fino ad ottenere
un composto lucido simile alle meringhe. Trasferite il composto in una pentola
capiente e, a fuoco molto basso, farlo asciugare, girando spesso, fino a quando
non si staccherà dalle pareti. Aggiungere la frutta secca, mescolare energicamente
e riversare il tutto su una teglia rivestita di carta ostia o di carta da
forno. Livellare a 2 cm e lasciar raffreddare completamente a temperatura
ambiente prima di ritagliare il torrone a piccoli pezzi con un coltello
leggermente unto.
E’ abbastanza laboriosa l’esecuzione, sopratutto perchè lavorare lo zucchero è sempre una brutta bestia, bisogna possedere un termometro, attenersi alle temperature ed agire con una certa velocità…però che soddisfazione! Quindi visto che ora sappiamo cosa regalare, volevo segnalarvi che dal 13/12 al 16/12 ci sarà alla Fiera di Roma, “Arti e Mestieri: mostra mercato dell’Artigianato e dell’Enogastronomia” nell’ambito della manifestazione il 13 alle ore 16,30 (nel Padiglione 12) ci sarà il tentativo di battere il Guinnes Word Record con la presenza di giudici ufficiali alla realizzazione della pizza più grande del mondo senza glutine, iniziativa sponsorizzata da Schar e DS-gluten free. E In questo contesto di maestranze e di prodotti è presente anche il Circolo dei Buongustai di Fabio Campoli che avrà il compito di presentare e rappresentare le eccellenze del territorio laziale attraverso un interessante percorso culturale. Fabio è stato il mio primo maestro chef….tanti…tanti..anni fa. Sono stata invitata il 6 dicembre alla conferenza stampa proprio dal Circolo dei Buongustai.
Volevo ringraziare Silvia di acqua e farina sississima per avermi donato il mio primo premio virtuale
e le regole sono: donare questo premio a 15 blogger e descrivere la mia vita in 7 punti: ehm…questo è il passaggio più duro….iniziamo con i premi….forse è meglio: dedico questo graditissimo premio ai primi 15 che scriveranno qualcosa su questo post e ora veniamo a noi:
 
1) ho la passione per la cucina da quando ero adolescente…diciamo che avevo/ho la passione per i dolci e quindi ho iniziato a pasticciare sotto le direttive di mia mamma. Col tempo ho allentato molto ma con la “maturità” ho ripreso e approfondito l’argomento. Devo dire che ho studiato molto, corsi e corsi di cucina, di panificazione, di dolci, ho conosciuto molti chefs ed ho partecipato a concorsi di cucina che ho anche vinto e proprio durante questi concorsi ho conosciuto Fabio Campoli e persone dello spettacolo come Anna Moroni che mi ha contattato per partecipare ad una puntata della Prova del Cuoco. Qui ho partecipato come solista, ho avuto uno spazio tutto mio; da qui sono stata contattata per partecipare sul canale Casa Alice su Sky alla trasmissione “Il naso in pentola” girata a casa mia! Non vi dico come mi hanno rivoluzionato la cucina per montare le luci e tutte le loro apparecchiature. Poi ho girato una seconda trasmissione sempre su Casa Alice (Sky) dove ho gareggiato con una mia amica nella trasmissione “Tra due fuochi“, qui eravamo affiancate, come commentatore, dallo chef Filippo Lamantia e come giudice supremo c’era Riccardo Dari il direttore della Scuola il Pepe Verde. Dovevamo eseguire una nostra ricetta  e una ricetta con ingredienti a sorpresa (reale!!) Non vi dico l’ansia…non lo sapevamo, nessuno ci aveva avvertito….beh ho vinto in tutte e due le gare. Mi hanno regalato un cofanetto con all’interno libri di cucina di Casa Alice. Qui trovate le foto di ciò che vi ho descritto.
 
2) Non ho mai smesso di studiare, per anni sono stata allieva della mia chef, altro grande amore insieme a Fabio Campoli, la mitica Necci Bertini. Loro due hanno segnato in maniera indelebile l’amore che ho per la cucina, per il cibo, i prodotti, i materiali, le tecniche…non riesco a rendere l’idea..purtroppo..
 
3) Continuo e continuerò a studiare con la mia chef Necci, mi basta vedere la scintilla che si sprigiona dai suoi occhi vispi e attenti quando ha in mente una nuova tecnica da provare….e lì mi si apre il cuore….
 
4) Le mie amiche di cucina: Carmen, Annamaria, Simona, Federica, Marcella, Tina… con loro ho condiviso le più belle giornate di cucina e non solo…scandite dal calendario…ogni mercoledi per anni all’ex ristorante della nostra chef e poi dopo la vendita del locale ci siamo dirottate a casa nostra a rotazione…giornate senza prezzo…indimenticabili! Che riprenderanno presto
 
5) Le nuove amiche: le mie allieve (ormai saranno 16…boh non so ho sempre le porte aperte per chiunque voglia unirsi), essì….dopo tanti anni ho pensato di avere qualcosa da dire…la mia chef mi ha dato la forza, mi ha incoraggiato e mi è capitata l’occasione con Piera e Massimo e i loro 2 bellissimi figli che mi hanno ospitato a Villa le Palme, zona Infernetto, Roma per tenere questi incontri culinari…
 
6) Il blog, il mio piccolo blog, trascurato, mal gestito, ma mio, solo mio! Fatto da me grazie alla spinta di mio fratello che ha creduto in me e in quello che faccio e perfezionato da Silvia mia personal trainer della rete
 
7) e in ultimo ma non ultimo a mio figlio Tomas di 8 anni, che ho conosciuto solo 3 anni e 9 mesi fa in un posto lontano, che ho voluto, che abbiamo voluto mio marito ed io e che ha dato il nome al mio blog: natosottoilcavolo perchè di lui non so proprio niente…..so solo che l’ho trovato in una periferia sperduta della città di Riga in Lettonia……sotto una pianta di cavolo;-)….

30 Comments

  1. inizialmente sono stata attratta dai bellissimi cupcakes natalizi,un'esplosione di colore a calore.Poi il torrone,il procedimento spiegato così bene,ma poi…..Poi le righe dedicate a Tomas..beh hanno annullato tutto e mi sono emozionata.Grazie!
    Un abbraccio
    Monica

  2. Sabry spero che oltre a descrivere così bene la ricetta, non ti sia dimenticata di prepararne uno bello grosso per la cena di vigilia. Non sarebbe natale senza il tuo mitico torrone !! 😉

  3. ma quante cose colorate su quei tavoli, bellissime preparazioni, come sai sono uscita dal gruppo, ma continuerò a visitare il tuo blog e magari ci incontreremo ancora, spero alla presentazione della pizza… un abbraccio

  4. ciao Sabry queste sono delle ottime e golose idee per Natale…complimenti, sei sempre bravissima!E' stato bello leggere di te, conoscere la tua passione,la tua cultura e la tua preparazione…e io che mi sono seduta vicino a una famosa e non lo sapevo!!!!!La prossima volta voglio un autografo!!!Complimenti per i premi e per tuti quelli che sicuramente riceverai!
    Un bacio
    Paola

  5. Ti stavo commentando frettolosamente il torrone ….. poi mi sono soffermata quasi sulle ultime righe ed è stata un esplosione di emozioni … perché l' amore di mamma nn fa differenze !

  6. Non amo molto il torrone ma ho letto con piacere come è la preparazione, semplice che quasi quasi mi vien voglia di provarci. Complimenti per i premi e il nome del blog è carinissimo, il tuo Tommas ha una mamma meravigliosa. 🙂 Rosalba

  7. Solo una persona in grado di emozionare con le parole può descrivere appieno il vero significato dell'amore E tu,parlando di Tomas, ci sei riuscita perfettamente. Complimenti E non solo per il blog

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