Tsukune, deliziose polpettine di pollo!

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Nella casa di un giapponese la gentilezza aleggia su ogni istante del vivere quotidiano. Seduti sul tatami (una piccola stuoia personale) si può godere di ogni gesto: la mano che porge il tè con movimenti lievi e misurati, i passi che appena sfiorano il pavimento…si sente solo un fruscio e mai un rumore!
Anche  il cibo è l’espressione di questa gentilezza e i piatti più semplici come nel Sashimi (pesce crudo con salsa di soia) o nel sushi (pesce crudo accompagnato da riso) c’è armonia di sapori e di colori.

Lo sapevate che esistono almeno quindi modi praticati abitualmente per tagliare gli ortaggi?
a fettine, a bastoncini, a fiore, a mezzaluna, a dadi, a quarti di fettine, a rettangoli, a forma di crisantemi, a schegge… In Giappone , dove ogni alimento viene cucinato con estrema leggerezza e dove le verdure, il pesce e il riso costituiscono il pasto principale, è impossibile lasciare la tavola appesantiti!
Insomma qui la cucina  è, come il suo popolo, d’una straordinaria discrezione.
Nulla è violento nei sapori e nella vita di questi asiatici precisi e laboriosi.
Niente è volgare nemmeno nelle loro belle feste variopinte.

 

Il piatto che voglio farvi conoscere oggi sono delle polpettine di pollo che possono essere fritte o al forno marinate con questa salsa che vi consiglio di farne in abbondanza e tenerla in frigo. E’ una vera droga e può essere usata per marinare anche un petto di pollo e renderlo dietetico ma con gusto o un bel trancio di salmone. Noi ci glasseremo le nostre gustose polpette anzi Tsukune!

 

 

Tsukune
 
petto di pollo 300 g
uova 1
1 patata media lessata
farina 1 cucchiaio
amido di mais 2 cucchiaini
zenzero grattugiato un cucchiaio
pepe
zenzero a fette 3
 
per la salsa Yakitori
mirin 2 cucchiai
salsa di soia 6 cucchiai
sake 4 cucchiai
zucchero 2 cucchiaini
amido di mais 2 cucchiaini

 

Frullare la carne con tutti gli ingredienti. In una pentola versare dell’acqua insieme alle fette di zenzero e portarla ad ebollizione per almeno 5 minuti. Ricavare dalla carne delle palline grandi come una noce. Versarle nell’acqua in ebollizione solo per 3 minuti. Scolarle su carta assorbente e delicatamente infilzarle sugli spiedini. In un pentolino diverso preparare la salsa portando, a fuoco basso, ad ebollizione tutti gli ingredienti eccetto l’amido di mais. Far restringere un poco la salsa (vedrete che la presenza dello zucchero comunque la farà un minimo addensare). Passati almeno 10 minuti aggiungere l’amido di mais precedentemente stemperato con un cucchiaio di acqua fredda. far addensare mescolando per pochissimo. Ora adagiare gli spiedini di polpettine su una placca da forno foderata di carta. Spennellare le polpette con la salsa e mettere in forno già caldo accendendo, se lo possedete, il grill il tempo necessario per arrostirle e caramellarle con la salsa stessa. Abbiate cura di girarle e spennellatele ovunque. Mangiatele calde irrorandole ancora con il resto della salsa. Potete accompagnarle dall’immancabile riso pilaf.
Con questa ricetta partecipo all’ABcedario Culinario Mondiale con tappa a Kioto e ospito in quanto Ambasciatrice le ricette delle partecipanti!
Dall’idea di Aiù di Trattoria Muvara, per l’Abbecedario Culinario Mondiale.

3 Comments

  1. Molto buono ed interessante. E' da una vita che cerco il mirin ma qui non si trova nemmeno nei negozi etnici orientali niente da fare. Buona serata.

  2. Non so se riuscirò a reperire tutti gli ingredienti per la salsa.. ma stai pur certa che le polpettine le faccio al più presto!!!!!!!!! :-****

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