Insalata di Trippa per il Calendario del Cibo Italiano

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Oggi Giornata Nazionale della Trippa e io sono l’Ambasciatrice.
Nel post pubblicato nel sito dell’AIFB troverete alcune curiosità riguardanti questa parte di interiora che caratterizza la cucina del Quinto Quarto a Roma, post scritto da Cristiana Di Paola.
La Giornata dell Trippa rientra nel favoloso Progetto dell’AIFB, Associazione Italiana Food Blogger
che sull’onda del Calendario del Cibo americano ha voluto valorizzare
prodotti, metodi, tradizioni, piatti, storia del vastissimo mondo
culinario italiano con il Calendario del Cibo Italiano.
 
Qui vi voglio proporre una ricetta insolita per la trippa ma vi assicuro buonissima: si tratta di un’insalata che ho già pubblicato un pò di tempo fa. L’insalata ha come nota croccante la trippa fritta, una goduria infinita che fa da complemento a della trippa bollita e una misticanza di insalatina mista e colorata con fave fresche.

 

 

Insalata di trippa ricca
 
500 gr. di trippa
brodo di verdure (sedano, carota, cipolla e sale)
500 gr. di fave
Per la vianigrette:
1 piccolo scalogno
mezzo cucchiaino di pepe (io sichuan)
un cucchiano di senape dolce
un cucchiano di senape con i semi
un cucchiaio di aceto di mele
un cucchiaio di aceto balsamico (meglio se invecchiato)
tre cucchiai di brodo dove è stata cotta la trippa
ottimo olio extravergine di oliva almeno mezzo bicchierino da caffè
sale q.b.
Per friggere
due uova
farina q.b.
pangrattato q.b.
olio di arachidi
sale
 
Insalatina mista e colorata per decorare

Sciacquate bene la trippa sotto l’acqua corrente. Preparate un brodo di
verdure, filtratelo e utilizzatelo per bollire la trippa un’ora. Lasciatela
raffreddare nella sua acqua, scolatela bene e tenete da parte un
bicchiere di questo brodo (vi servirà per allungare la vinaigrette).
Asciugate bene la trippa con carta da cucina poi riponetela in un
contenitore e tenete in frigo per almeno due o tre ore. In questo modo, la trippa si compatterà, diventando più dura e facile da
lavorare. Preparate la vinaigrette: in un piccolo frullatore inserite
tutti gli ingredienti escluso il brodo. Frullate, assaggiate, aggiustate di sale e se troppo acidulo aggiungete un poco
di brodo di cottura così da addorcirla leggermente e otterrete una
consistenza giusta per il condimento. Preparate le fave,
sgusciatele, togliete la pellicina e dividetele a metà. Ora passate tre pezzi di trippa a
commensale prima nell’uovo, poi nella farina, poi nell’uovo di nuovo e
poi nel pangrattato e tenete da parte in un piatto. Portate a temperatura l’olio di semi di
arachidi almeno 170°C tuffate due pezzetti alla volta di trippa panata
(attenzione diventa subito scura) per un minuto. Toglietela e scolatela su
carta da cucina passando sopra un poco di sale. La trippa
rimasta tagliatela a striscioline strette come fettuccine, sarà più
gradevole sia da vedere che da mangiare. Scaldatela un secondo al
microonde per renderla più morbida e facilmente gestibile nel condirla.
In una ciotola ponete la trippa bollita e riscaldata e le fave, condite il
tutto con una parte della vinaigrette e lasciate insaporire a
temperatura ambiente. Ora assemblare i
piatti: adagiare in maniera armoniosa un pò di insalatina per piatto,
conditela con qualche goccia di vinaigrette, adagiate con grazia una
cucchiaiata di trippa e fave e guarnite con i tre pezzetti di trippa
fritta! TRIPUDIO!!!

 

Consultate il
e
leggete il mio post come Ambasciatrice della 
Giornata della Trippa
 
e i post dei Contributors che hanno partecipato con le loro ricette
Non vedo l’ora di leggere le loro versioni!
 

8 Comments

  1. Mi piace tantissimo la trippa..ma l'ho sempre e solo mangiata classica al pomodoro.. Questa versione crocante fritta so che mipiacerebbe molto.. e anche quella vinaigrette… mmmm Bravissima davvero! un bacione

  2. La trippa a noi di casa non è che ne andiamo mattina ogni tanto…ma ai vecchi triestini moltisimo e viene tuttìora usata dai giovanissimo non so. Personalmente preferisco la trippa fritta oppure come questa in insalata ma anche una tantum 🙂
    Da noi si usa con tanta polenta calda ed alle volte invece con fette di pane tostato non troppo per fare anche la scarpetta.
    Grazie cara un abbraccio e buona giornata.

  3. Bellissimo pezzo Sabrina, io sono romana e mi ha fatto ricordare il sapore della trippa che da anni non mangio più perchè nel mio quartiere, per lasciare spazio alle pizzerie a taglio sono scomparsi i "macellai di fiducia" ed ora che mi ci fai pensare anche i mici de Roma.

Ogni commento é gradito