Olio Officina Food Festival…una giornata a Milano!

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Sono cresciuta con una frase nelle orecchie: “l’olio buono”! Questa era l’espressione che ricorreva in casa. Mia mamma era sempre alla ricerca dell’olio buono, l’olio per fare pane e olio, l’olio da mettere a “crudo”, sui pomodori o sull’insalata…e lo cercava, lo ha sempre cercato. Persino un anno mia mamma e mio papà sono stati fuori un fine settimana per andare a raccogliere le olive nel podere di un commilitone di mio padre, amico di sempre a Nerola in Sabina. All’epoca, si sapeva solo che quello era olio buono perchè fatto da olive staccate dagli alberi e molate nella cantina di Giovanni! Oggi si dice che i migliori testimoni della lunghissima storia olivicola Sabina siano gli ulivi: “Alberi secolari scolpiti dal tempo, che ancora oggi si ergono a migliaia accanto agli esemplari più giovani, conservando intatta la propria capacità produttiva e rendendo unico il paesaggio sabino“. Questo e tanto altro ho imparato partecipando a questa interessantissima manifestazione dal nome così “produttivo” Olio Officina Food Festival, una tre giorni dedicata agli oli da olive, alle olive da tavola e concedendo anche ampio spazio agli aceti. Tutto questo a Milano al Palazzo delle Stelline. Essi, abbiamo fatto questa “fuitina” le mie amiche di zingarate culinarie ed io! Un pezzo della mia maremma e mmm…buonissimo ovvero Tamara Giorgetti e Candida De Amicis. Che dire, senza nulla togliere alla manifestazione, una giornata trascorsa con loro non ha prezzo! Torni con un bagaglio di informazioni notevoli e udite udite senza spettegolare! A parte la nota goliardica, è stata una giornata, una sola giornata purtroppo che ci ha però dato tanto, un pezzetto in più di informazione, di cultura sul condimento principe della nostra tavola. Più vado avanti con questo affascinante argomento e più mi rendo conto di quanto ancora c’è da sapere ed è per questo che con la massima umiltà cercherò di racchiudere in questo post ciò che più mi ha coinvolto in questa giornata! 
Lui
Luigi Caricato: l’ho conosciuto attraverso Tamara e mi sono incuriosita a tal punto che ho iniziato a leggere diverse cose in rete su di lui. L’Oleologo più famoso d’Italia, ideatore di questo evento annuale arrivato alla terza edizione! Autore di diversi libri sull’argomento e “figlio d’arte” in quanto la sua famiglia produce olio fin dal 1815! Un’eredità importante, una terra caliente, fertile come il Salento alle porte di Lecce e una missione: la qualità! Non si risparmia nel descrivere nei suoi libri la cruda realtà che si aggira nel mondo dell’olio: lui che ha cercato e cerca di fare chiarezza in un mondo ancora nebuloso, dove è difficile trovare dei disciplinari, dove ci sono lotte di potere…ma lui va per la sua strada e descrivere liberamente il suo pensiero. Ha molto a cuore il consumatore “la signora Maria” per intenderci, perchè se da un lato è un cultore della qualità e dell’eccellenza, dall’altra comprende i meccanismi che inducono ad acquisti impropri come la pubblicità ingannevole, le offerte nella grande distribuzione, ma non li demonizza perchè sa che la “gente comune” è attratta dalla convenienza e dai sapori standard. Con i suoi scritti e con la sua divulgazione cerca di far comprendere che un olio per essere buono deve avere delle caratteristiche: deve essere amaro e piccante. Ma gli oli, nella grande distribuzione, non lo sono perchè la gente non li comprerebbe in quanto non incontra il gusto di massa e quindi per ovviare vengono lavorati e resi dolciastri, sapore tipico di oli cattivi cosiddetti lampanti perchè in epoche passate si utilizzavano per l’illuminazione. E allora cosa consigliare?: Provateli, dice Caricato! Appuntatevi le sensazioni percepite su un quaderno, anche se non si è esperti, qualcosa si riesce sempre a percepire. Già avere un parametro netto come “mi piace” o “non mi piace” è già un criterio. E alla fine vedrete che i vostri acquisti saranno sempre più orientati sul “mi piace” anche se sarete costretti a spendere un pochino di più.                        

Loro
Già loro! Tutte le persone che hanno reso questa manifestazione interessante e pregna di eventi. Il Palazzo delle Stelline era suddiviso in sale con denominazioni diverse: Leonardo, Bramante, Agnesi, San Carlo Borromeo, Solari ognuna delle sale aveva al suo interno programmazioni ravvicinate di degustazioni di olio, conferenze, interviste, showcooking tematici, laboratori…insomma argomenti differenti e impossibili da visitare tutte. Interessante è stato ascoltare l’intervista allo chef Giancarlo Perbellini, una visione da chi usa l’olio e le sue meravigliose varianti per valorizzare un piatto ad arte; una per tutte l’Azienda Agraria Hispellum situata nelle colline di Spello in Umbria che produce un’olio ricco di antiossidanti naturali dove non viene fatto uso nè di diserbanti nè di fitofarmaci. La cultivar presente nei loro uliveti è la moraiola; l’Associazione Nazionale delle Donne dell’Olio: non vogliono sostenere che esista un modo femminile di produrre l’olio ma solo sottolineare che la donna ha una forte presenza in tutte le fasi della lavorazione dell’olio agronome, ricercatrici, studiose, giornaliste, le assaggiatrice e non in ultimo le donne che acquistano l’olio e che determinano le abitudini alimentari delle famiglie; le sessioni di assaggio e degustazione di oli provenienti da olive diverse, interessante sapere che in Italia esistono 395 diverse varietà iscritte ufficialmente nello Schedario Oleicolo Italiano!
Sempre più consapevoli che l’olio che assumiamo ci garantisce lunga vita grazie alle sue sostanze antiossidanti concludiamo che più l’olio è di qualità più alta è la sua proprietà condente e meno abbiamo necessità di abbondarne nell’uso con beneficio per la salute e per il portafogli! Buon olio a tutti!

5 Comments

  1. complimenti cara hai fatto una bella cosa, piena di notizie che denotano competenza, sono proprio contenta, ormai siamo le donne dell'olio…un abbraccio

  2. Traspare la tua ricerca delle cose buone, genuine. Raccontata con amore e passione, come sempre sai fare tu amica mia! Abbraccio grande grande!

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